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Foibe, l’ANPI di Legnano: “Ricordare tutte le vittime, ma anche le responsabilità del fascismo”

Durante la commemorazione del 10 febbraio, l’ANPI Legnano ha ribadito la necessità di ricordare tutte le vittime civili, senza rimozioni né letture parziali della storia

Generico 09 Feb 2026

L’ANPI di Legnano chiede che il Giorno del Ricordo sia un momento di verità e responsabilità storica. «Vogliamo che il 10 febbraio diventi davvero e finalmente un momento di memoria di tutte le vittime civili, italiane e slave, ma senza rimuovere le responsabilità storiche del regime fascista». La richiesta è stata ribadita oggi, martedì 10 febbraio, durante la deposizione di un mazzo di fiori in ricordo delle vittime delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata al parchetto di via Sardegna intitolato ai Martiri delle Foibe e agli Esuli Dalmati-Istriani il 10 febbraio 2022.
Alla commemorazione hanno presto parte il sindaco Lorenzo Radice e l’assessore Guido Bragato. Nel suo intervento il presidente dell’ANPI Legnano, Primo Minelli, ha sottolineato l’importanza di una memoria storica completa. «Il ricordo di questi avvenimenti deve essere tenuto alto nella memoria collettiva, ma nella lettura corretta di quello che avvenne. Non si può dimenticare la responsabilità del fascismo». A sostegno della richiesta di una memoria storica completa, Minelli richiama anche documenti e dichiarazioni dell’epoca che testimoniano il clima ideologico del fascismo di confine. Tra questi, una nota affermazione fatta da Mussolini nel 1920 in cui si teorizzava apertamente l’uso della violenza e la subordinazione delle popolazioni slave, indicata come prova storica della matrice razzista e aggressiva che precedette e accompagnò gli eventi del confine orientale.

Il vicepresidente della sezione legnanese Giuliano Celin ha inoltre ricordato l’intervento dell’ANPI Nazionale: «Nel documento diffuso dalla segreteria nazionale ANPI, l’associazione rivolge un appello alle istituzioni affinché le celebrazioni ufficiali del Giorno del Ricordo si svolgano nel rispetto della verità storica e della legge, con sobrietà, rigore e completezza, senza alcuna faziosità. Purtroppo negli anni scorsi questo approccio non è sempre stato rispettato. Si è sempre ignorata del tutto la più complessa vicenda del confine orientale richiamata dalla stessa legge istitutiva del Giorno del Ricordo. Un’impostazione che ha portato anche a demonizzare associazioni, istituti di ricerca e singoli studiosi con accuse inconsistenti di negazionismo o riduzionismo».

A fronte di ciò l’ANPI richiama inoltre il contesto storico più ampio in cui si inserirono quegli eventi, dal cosiddetto “fascismo di confine”, attivo a partire dal 1919, fino all’invasione italiana della ex Jugoslavia nel 1941. «Molti comandi militari italiani si resero artefici di inenarrabili crimini di guerra contro le popolazioni locali», ricorda l’associazione, denunciando come tali responsabilità vengano spesso oscurate da una narrazione di tipo nazionalista. «Ciò che viene consapevolmente rimosso è la responsabilità del fascismo», ribadisce l’ANPI, precisando al tempo stesso che il richiamo alla verità storica non intende sminuire la sofferenza delle vittime delle foibe e dell’esodo. «Senza nulla togliere all’efferatezza delle stragi e alla gravità dell’esodo, che ricordiamo con rispetto e pietà – precisano dall’Anpi –, chiediamo che il Giorno del Ricordo sia un momento di memoria di tutte le vittime civili e di denuncia delle gravissime responsabilità morali, politiche e militari del regime fascista».

 

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Gea Somazzi
gea.somazzi@legnanonews.com
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Pubblicato il 10 Febbraio 2026
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