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Legnano approva il piano attuativo per la ex Gianazza. E “boccia” le osservazioni di Cerro Maggiore sulla viabilità

Da Cerro Maggiore «forti dubbi sul fatto che la piccola rotatoria di progetto possa compensare la riduzione dalle tre attuali ad un'unica corsia»

In viale Cadorna a Legnano all'ora di punta per il traffico

Legnano approva il piano attuativo per la ex Gianazza, l’area al confine con Cerro Maggiore rimasta per anni abbandonata al suo destino. Dopo l’adozione dei mesi scorsi, nei primi giorni di febbraio Palazzo Malinverni ha infatti approvato definitivamente il piano, che porterà alla realizzazione di due nuove rotatorie – una tra viale Cadorna e via Papa Giovanni e una tra viale Cadorna e l’incrocio con via Tessa e via del Carmelo -, un parcheggio pubblico da circa 1.700 metri quadri, una fascia di mitigazione alberata larga 20 metri quadri lungo viale Cadorna e via Tessa e nuovi tratti di piste ciclabili e ciclopedonali.

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Le osservazioni del Comune di Cerro Maggiore e il “no” di Legnano

Dalla vicina Cerro Maggiore per il piano attuativo erano arrivate quattro sottolineature. A partire dalla richiesta di mantenere il semaforo all’incrocio tra viale Cadorna, via del Carmelo e via Tessa, la cui eliminazione per Palazzo Dell’Acqua comporterà «l’interruzione dell’attuale “onda verde” e della temporizzazione del flusso di traffico da e per l’autostrada e la SS33 del Sempione», o in alternativa di riformulare il progetto prevedendo la realizzazione di una rotonda con un diametro di almeno 38 metri per «garantire un deflusso regolare e sicuro dei veicoli provenienti da tutte le direzioni».

Dal Comune limitrofo, inoltre, era arrivata anche la richiesta di mantenere il numero di corsie attuali per «garantire un’adeguata percorribilità e tempestività d’intervento per i mezzi di soccorso, un miglior deflusso del traffico automobilistico lungo l’arteria e un’accessibilità sicura e funzionale ai nuovi insediamenti previsti», oppure di prevedere in seconda battuta «corsie di decelerazione/accelerazione adeguate rispetto ai nuovi ingressi previsti su Viale Cadorna» o «una corsia dedicata ai mezzi di soccorso» lungo viale Cadorna.

Tra le soluzioni alternative a quelle previste dal piano attuativo ipotizzate dal Comune di Cerro Maggiore c’erano poi la realizzazione dell’attraversamento ciclopedonale di viale Cadorna «con un sottopasso o un sovrappasso in modo da garantire la sicurezza degli utenti e, al tempo stesso, assicurare una continuità alla mobilità debole» o l’allontanamento dell’attraversamento dall’incrocio tra viale Cadorna, via Tessa e via Catullo per «collegare direttamente i due tronchi perpendicolari di pista ciclopedonale previsti ai due lati opposti di viale Cadorna», dotando l’intersezione di un impianto semaforico a chiamata. Ultimo punto, il divieto di accesso diretto da viale Cadorna ai nuovi comparti terziario-commerciali in caso di mancato accoglimento della richiesta di mantenere il numero attuale di corsie lungo il viale.

Osservazioni respinte al mittente quasi in blocca da Legnano, con la sola eccezione dell’impianto semaforico a chiamata all’attraversamento pedonale tra via Cadorna, via Tessa e via Catullo, già previsto dal progetto.

Cerro Maggiore: “Un errore di valutazione potrebbe avere conseguenze pesanti

«Le osservazioni inviate mirano unicamente a evitare gravi ripercussioni sul traffico del Cadorna, già oggi in una situazione critica, soprattutto alla luce dei nuovi insediamenti – sottolinea il vicesindaco di Cerro Maggiore e assessore all’Urbanistica Alessandro Provini -. Un errore di valutazione sulla viabilità potrebbe avere conseguenze pesanti e, a differenza di quanto avvenuto in passato con il restringimento del viale Cadorna – Toselli, questa volta non ci sarebbe margine per rimediare con interventi correttivi. Accogliendo le sollecitazioni di Città Metropolitana durante l’approvazione del nostro PGT, abbiamo analizzato con attenzione il piano attuativo “ex Gianazza” approvato dalla giunta di Legnano lo scorso mese di novembre. Riscontrando diverse criticità, abbiamo proposto alcune soluzioni migliorative, nel pieno rispetto delle procedure e nello spirito di collaborazione tra enti».

«Spiace constatare che a osservazioni puntuali e tecniche siano seguite risposte formali e poco motivate, nonostante quasi due mesi di tempo per formulare le controdeduzioni – aggiunge Provini -. Restano forti dubbi sul fatto che la piccola rotatoria di progetto possa compensare la riduzione dalle tre corsie attuali al restringimento ad un’unica corsia prevista dal progetto. Così come riteniamo debole la motivazione economica con cui è stato respinta la proposta di realizzare un sottopasso ciclopedonale del viale Cadorna; un’opera che, come dimostra l’intervento di Tigros in via Catullo a Cerro Maggiore, è fattibile e non graverebbe sulla finanza pubblica, bensì sull’operatore privato».

Al netto delle osservazioni “bocciate”, per l’amministrazione comunale di Cerro Maggiore il dato positivo è che «la nuova viabilità realizzata su Cerro Maggiore ha funzionato, superando brillantemente lo “stress test” delle super offerte d’apertura e il periodo natalizio». «Ci auguriamo che lo stesso si potrà dire per il progetto del Comune di Legnano, che ridisegna il primo tratto del viale Cadorna riducendo le corsie da tre ad una in prossimità della nuova rotatoria e introducendo un attraversamento ciclopedonale a raso – conclude il vicesindaco di Cerro Maggiore -. Due elementi che destano preoccupazione, nonostante la convinzione espressa dalla giunta legnanese nelle controdeduzioni approvate a pochi giorni dalla scadenza del piano attuativo».

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Leda Mocchetti
leda.mocchetti@legnanonews.com
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Pubblicato il 10 Febbraio 2026
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