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Aumenti per logistica e supermercati, tagli per cortili e industria: a Legnano cambiano gli oneri di urbanizzazione

Il consiglio comunale di Legnano martedì 11 novembre ha approvato, con i soli voti della maggioranza, la definizione dei nuovi oneri di urbanizzazione

consiglio comunale legnano

Legnano fa il “tagliando” agli oneri di urbanizzazione primaria e punta su una serie di maggiorazioni, incentivi e riduzioni per «una città viva, attrattiva, che si rigenera anche nella parti che presentano delle criticità». Il consiglio comunale della città del Carroccio martedì 11 novembre ha approvato – con i soli voti della maggioranza – la definizione dei nuovi oneri, aggiornati alla luce del nuovo piano di governo del territorio approvato lo scorso anno.

L’assessore: “Vogliamo una città viva e attrattiva”

Alla base delle scelte di Palazzo Malinverni, come ha spiegato Alessandro Santomenna, architetto del gruppo di progettazione del nuovo PGT, «progetti e tariffe unitarie del “Prezzario delle Tipologie Edilizie 2024” del Collegio degli Ingegneri e Architetti di Milano, i costi parametrici desunti dalle analisi di progetti di urbanizzazione presentati direttamente agli uffici tecnici cittadini, l’analisi degli interventi elencati nel programma triennale delle opere pubbliche 2025-2027 e una stima di massima relativa ad interventi simili per tipologia di intervento dove i dati a disposizione non erano sufficienti a determinare un reale costo para metrico dell’opera».

Perimetro al cui interno la scelta politica della maggioranza guidata da Lorenzo Radice è stata quella di «fare delle considerazioni rispetto al territorio e introdurre dei correttivi rispetto agli oneri che hanno la funzione di incentivare alcune operazioni», come ha spiegato l’assessore all’Urbanistica Lorena Fedeli. «Se andiamo a vedere il tessuto residenziale, che rappresenta il 14,5% del nostro territorio per oltre 2,5 milioni di metri quadrati, c’è una riduzione degli oneri praticamente ovunque e lo stesso vale per gli esercizi di vicinato e di somministrazione, per i servizi assistenziali e per quelli di interesse comune e generale, mentre per le medie strutture di vendita c’è un incremento degli oneri – ha sottolineato Fedeli -. Se poi andiamo a vedere i cortili, tessuti identitari che hanno delle criticità e spesso sono abbandonati e parzialmente dismessi, oltre all’incentivo che avevamo già inserito nel nuovo PGT abbiamo inserito anche delle riduzioni significative di oneri per la residenza, ma anche per la destinazione ricettivo alberghiera e non alberghiera, per gli esercizi di vicinato e di somministrazione e per la creazione di parcheggi, perché pensiamo queste funzioni possano convivere e far vivere questi pezzi di città».

«Anche per il tessuto delle attività produttive c’è una riduzione degli oneri perché la scelta di questa amministrazione è quella di spingere per richiamare sul territorio attività produttive che portino posti di lavoro: siamo convinti che il nostro territorio non possa essere solo un quartiere dormitorio di Milano ed essere quindi fatto solo di residenza, ma ci debba essere un mix funzionale dato anche da una serie di servizi, compresa la parte industriale e produttiva che deve fornire lavoro e quindi benessere per la città – ha aggiunto l’assessore alla partita -. Sono stati invece aumentati in modo significativo gli oneri per la logistica primaria e secondaria, perché preferiamo che all’interno del tessuto produttivo ci si focalizzi sulla produzione manifatturiera piuttosto che sulla logistica, che spesso non porta un contraltare dal punto di vista della assunzioni. Ci siamo resi conti che in questi territori c’è anche una richiesta di servizi per chi lavora lì e quindi di esercizi di vicinato e di somministrazione, ed è per questo che abbiamo impostato anche in questo caso una riduzione significativa degli oneri, mentre per quanto riguarda le medie strutture di vendita l’operazione è stata quella di disincetivarne la localizzazione sul territorio».

Le opposizioni: “Si rischia di bloccare la competitività di Legnano”

Pollice verso dalle opposizioni, che hanno invece stigmatizzato le scelte della giunta. «Si vuol far passare questo adeguamento come un sistema per garantire equità e copertura dei costi reali per le opere di urbanizzazione, quando in realtà si va ad implementare i costi urbanistici – ha sottolineato Gianluigi Grillo, consigliere di Fratelli d’Italia -. Dietro la veste tecnica con cui si vuole celare l’aumento dei costi, di fatto c’è una scelta politica che scarica su imprese, famiglie e operatori del territorio il costo delle inefficienze amministrative e anche l’assenza di visione politica e di confronto con gli operatori. Quello che viene fatto passare per garanzia di equità e copertura dei costi, fa aumentare gli oneri per certe categorie commerciali e artigianali che sono il fulcro dello sviluppo del territorio fino al 70%. È un paradosso che un comune che proclama la rigenerazione urbana come priorità, vada ad aggravare la fiscalità edilizia su questi interventi. Riteniamo che questa politica economica edilizia non possa far altro che bloccare ancora una volta gli interventi che si vogliono fare sul territorio: si rischia di bloccare la competitività della città e di rendere Legnano ancora meno attrattiva».

«Questa giunta ha un coraggio da leoni venendo a parlare di aumentare i negozi di vicinato abbassando gli oneri di urbanizzazione dopo che la politica scelerata di questa amministrazione li sta facendo chiudere uno dopo l’altro – ha aggiunto la consigliera della Lega Daniela Laffusa -. Fa sorridere che si dica che alle strutture di media vendita vengono aumentati gli oneri, come a dire che si cerca di dissuadere i grandi operatori dal costruire nuovi supermercati, mentre è sotto gli occhi di tutti il numero di nuovi supermercati che stanno sorgendo in città. Alle grandi catene non fanno paura queste cifre, né agli operatori della logistica che decidono di venire a Legnano. Questi adeguamenti non rendono Legnano più attrattiva, sono solo il tentativo di mettere una pezza ai disastri di questi cinque anni, a partire dal PGT».

Sulla stessa linea anche Francesco Toia della lista Toia, che si è detto «allibito» davanti alle affermazioni dell’assessore Fedeli. «Chi arriva in aula e cambia la realtà, mentendo sapendo di mentire, dovrebbe essere redarguito e allontanato – è stata la posizione di Toia -: l’assessore ha dato numeri a casaccio. L’amministrazione non è capace di trattare con le aziende e di sedersi ad un tavolo istituzionale per portare dei servizi in città: se Legnano funziona non è per merito dell’amministrazione, ma perché tenta di sopravvivere a queste regole di danneggiamento».

Foto di archivio del consiglio comunale di Legnano

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Leda Mocchetti
leda.mocchetti@legnanonews.com
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Pubblicato il 12 Novembre 2025
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