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Nerviano Medical Sciences, procedura di licenziamento per 73 dipendenti

Al via le trattative con i sindacati: "Proveremo a far cambiare idea all'azienda". Interrogazione del deputato della Lega Cecchetti per chiedere ammortizzatori sociali specifici e politiche di ricollocazione

Cento posti di lavoro a rischio alla NMS di Nerviano, inizia lo stato di agitazione

Non sono per niente positive le notizie al Nerviano Medical Sciences. Nell’incontro con le rappresentanze sindacali che si è tenuto in Assolombarda il 2 settembre, l’azienda – fanno sapere i sindacati – ha dichiarato di «non voler utilizzare gli ammortizzatori sociali per gestire la crisi», e nella giornata del 3 settembre è stata inviata la comunicazione di apertura della procedura di licenziamento collettivo: gli esuberi sono  73 su 123 dipendenti.

Dal 3 settembre decorrono quindi i 75 giorni utili per portare avanti le trattative sindacali: «Come sindacati – dichiarano i rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil – ribadiamo la nostra contrarietà ai licenziamenti.Proveremo a far cambiare idea all’azienda. Speriamo che anche le istituzioni facciano lo stesso e al più presto».

L’interrogazione

Sul caso è intervenuto anche Fabrizio Cecchetti, deputato lombardo della Lega e Segretario dell’Ufficio di Presidenza della Camera dei Deputati, che ha depositato una nuova interrogazione indirizzata ai Ministri delle Imprese e del Lavoro per chiedere ammortizzatori sociali specifici, politiche attive di ricollocazione e misure di rilancio aziendale «Dopo l’interrogazione parlamentare dello scorso luglio – dichiara -, sono tornato a sollecitare il Governo con una nuova iniziativa, perché la situazione si è ulteriormente aggravata. Non siamo più di fronte a un rischio, ma a lettere di licenziamento ormai pronte che colpiscono decine di ricercatori e dipendenti. Una decisione gravissima che non solo mette a repentaglio il futuro di centinaia di famiglie, ma rischia di cancellare un’eccellenza scientifica riconosciuta a livello nazionale e internazionale».

«La battaglia per salvaguardare i posti di lavoro e difendere la ricerca oncologica di Nerviano non inizia oggi – prosegue Cecchetti – ma la porto avanti da anni, già da quando sedevo in Consiglio regionale della Lombardia. È inaccettabile che la proprietà, il fondo cinese PAG, decida di interrompere la ricerca lasciando decine di famiglie senza tutele. Le istituzioni devono reagire con forza e intervenire subito per garantire il futuro dei lavoratori e preservare un patrimonio scientifico unico per la sanità e per l’intero settore farmaceutico italiano».

«Il Governo – conclude – deve ora impegnarsi con tutti gli strumenti a disposizione per trovare una soluzione concreta e condivisa, che tuteli i lavoratori e le loro famiglie, difenda la ricerca e garantisca la continuità di un’eccellenza come Nerviano Medical Sciences»

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Pubblicato il 04 Settembre 2025
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