Legnano Basket, fondamentale il rapporto di stima e fiducia con i sostenitori
Mai una contestazione in casa Knights da oltre 20 anni. Anche l'ultimo "caso Raivio", campione assai amato, archiviato come un atto di fede della tifoseria eternamente in debito con l'impegno dell'intera dirigenza. Intervista VIDEO al presidente Tajana

La conferenza d’apertura della stagione cestistica al Legnano Basket è sempre motivo di festa. L’appuntamento, infatti, finisce per apparire l’incontro tra amici che, reduci dalle vacanze, si ritrovano per rilanciarsi in una avventura carica di emozioni e di nuove esperienze. Questa volta, il clima è apparso ancor più carico di elettricità positiva e di una energia particolare (forse grazie allo sponsor Soevis?) che preannuncia scenari interessanti.
Sicuramente, al terzo anno sulla panchina biancorossa (… e un pizzico nera), coach Paolo Piazza si misurerà con una squadra, finalmente, a misura del suo modo di concepire il basket sia come roster, che a livello di singoli. Nel primo anno il tecnico brianzolo era arrivato con la formazione praticamente fatta. L’anno scorso i problemi iniziali con Raivio ne avevano minato la serenità, condizionando evidentemente l’intera stagione. Oggi, ecco una squadra, ha ricordato lo stesso tecnico “fatta di bravi giocatori, ma anche di ragazzi con valori umani e morali facilmente riscontrabili“. Una squadra, ha aggiunto il coach, in sintesi, “in cui abbiamo voluto aumentare la forza fisica sotto i canestri e allungare il roster a 9/10 elementi“, perdendo, aggiungiamo noi, qualche punto che arrivava dalle mani di Nik Raivio, campione a Legnano sempre benvoluto e apprezzato, ma ormai lontano dai progetti societari.
La sfida del Legnano Basket: “A casa nostra non dovrà vincere nessuno!”
Legnano Basket, in questi 20 e più anni di gestione Tajana-Basilico, è diventato un club amato, rispettato, sostenuto, difeso. Ogni decisione, qualsiasi risultato sono stati sempre accettati con rispetto. In A2, ricordiamo, abbiamo assistito a 9 sconfitte consecutive (“Solo una società solida come questa poteva tenermi in panchina”, il ringraziamento dell’allora coach Mattia Ferrari). Eppure al palazzetto la gente andava felice di assistere a uno spettacolo che non mancava mai.
Anche l’autoretrocessione dalla A2 alla C Gold era stata accettata come un dato di fatto. Nessuna contestazione, nessuna sollevazione della tifoseria, come sarebbe potuto accadere ad esempio nel calcio, più portato ad isterismi collettivi.
Così, anche oggi, il “caso Raivio” è passato quasi inosservato. Non per una disaffezione nei confronti del giocatore, ma sempre per rispetto verso la decisione del club. Nella stessa conferenza di presentazione, pure la stampa specializzata si è guardata bene dal parlarne. Solo qualche domanda sui colori sociali, bianco e rosso, cui si è aggiunto, appunto, un pizzico di nero, con un richiamo esagerato a quelli del Milan; come si è arrivati all’ingaggio di Vytenis Čižauskas; quali le squadre più forti del girone. Tutto qui.
Anche per chi scrive di basket e soprattutto di quello legnanese, Nik Raivio e il suo addio sono apparsi un dettaglio non interessante per i lettori. Quanto proposto in conferenza era sufficiente. Ma d’altra parte, quando sei di fronte a monumenti dirigenziali del nostro sport locale (quasi 50 anni in due di conduzione societaria), sai bene che devi avere argomenti solidi per eventualmente controbattere. Altrimenti, meglio stare zitti e limitarsi ad augurare a Raivio buona fortuna. Quello che, accodandoci, facciamo pure noi.
Nel video, alcune considerazione del presidente Tajana, dopo la presentazione della squadra
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