Questo sito utilizza cookie per le proprie funzionalità, se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Chiudendo questo banner o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie.

San Giorgio, alla scuola "Ungaretti" un nuovo murales dedicato alla solidarietà

Taglio del nastro per il nuovo murales dedicato alla solidarietà alla scuola secondaria di primo grado "Ungaretti" di San Giorgio su Legnano.

Il nuovo murales raccoglie il testimone da un "predecessore", dedicato anche in questo caso al tema dell'amicizia e della solidarietà, realizzato 30 anni fa dai piccoli studenti della scuola primaria in piazza Mercato: il tempo che passa, si sa, lascia sempre qualche segno, e quindi l'opera, della quale dopo tanti anni non c'era più traccia, anche grazie al suggerimento di alcuni cittadini è diventata lo spunto per un nuovo progetto, realizzato questa volta dai ragazzi delle classi terze della scuola secondaria di primo grado grazie al supporto della Fondazione Somaschi, dell'associazione "Città Invisibili", dell'ANPI e dell'amministrazione comunale.

Guidati dalla dirigente scolastica Gabriella Lazzati, dalla docente di arte e dalla coordinatrice scolastica, i ragazzi hanno lavorato ognuno ad un disegno ispirato al tema della solidarietà, fra i quali poi una giuria ha scelto quello da realizzare. Non solo: gli studenti hanno partecipato anche ad una serie di incontri e laboratori ed hanno potuto ascoltare la testimonianza di Adingra Seydou, 28 anni, scappato dalla Costa D'Avorio dopo che suo padre, insegnante, è stato ucciso in guerra: il giovane si è rifugiato prima in Ghana e poi in Libia e da lì, grazie ad un prestito, è riuscito ad arrivare in Italia. Il 28enne, attualmente mediatore linguistico e culturale per l'autorità giudiziaria, ha parlato ai giovani sangiorgesi della sua esperienza, in un incontro che, come spiega il vicesindaco Linda Morelli che insieme all'assessore alla partita Claudio Ruggeri si è occupata del progetto, «ha umanizzato quei racconti quasi astratti che i ragazzi sentono al telegiornale».

Poi, pennelli e colori alla mano, una volta preparato il fondo e tracciato il disegno a matita, gli studenti hanno effettivamente dato vita al murales, che dopo l'inaugurazione dei giorni scorsi fa bella mostra di sè su una parete dell'edificio, segno tangibile del percorso interculturale al quale hanno lavorato i ragazzi.

(Leda Mocchetti)