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Malattie renali in aumento causate da invecchiamento e patologie croniche

Un alto numero di persone si sono presentate oggi a Legnano e negli ospedali di Magenta e Cuggiono, sottoponendosi allo screening gratuito per la prevenzione delle malattie renali. A spiegarci l'importanza di giornate come questa, al pari di quella al cuore, il dott. Carlo Maria Guastoni, primario della Nefrologia dell'Asst Ovest Milanese.

La La Giornata Mondiale del Rene, celebrata il 14 marzo, promuove la prevenzione creando la consapevolezza che la malattia renale nelle fasi precoci può essere diagnosticata con un semplice controllo, ma anche agendo per ridurre i fattori di rischio come diabete, ipertensione, sovrappeso, sedentarietà e fumo. «Noi siamo abituati a parlare di prevenzione riferendoci soprattutto alle malattie cardiovascolari - sottolinea il dott. Guastoni -. In realtà, la Nefrologia ci ha insegnato che anche la malattia renale si può inquadrare nel rischio cardiovascolare. Molti pazienti con problemi cardiaci hanno infatti anche problemi associati al rene e per questo oggi le persone hanno compreso l'importanza di controllare anche i valori dati da un esame del sangue e un esame delle urine che ci dicono come stanno i nostri reni. Fare prevenzione per il rene significa quindi farla anche nei confronti del cuore, delle arterie e del cervello».

Queste dunque le regole d'oro che aiutano a prevenire le malattie renali: una buona attività fisica, il controllo del valore del glucosio nel sangue, curare la pressione arteriosa, una dieta bilanciata con un corretto equilibrio tra proteine animali e vegetali e un ridotto introito di calorie e zuccheri, una adeguata assunzione di liquidi, l'astensione dal fumo, assumere farmaci solo su indicazione e controllo del proprio medico, controllare con regolarità la creatinina e l'esame delle urine.

Come tutte le patologie croniche, anche quelle renali sono in aumento: «I motivi sono diversi - spiega il dottore -. Da un lato c'è il dato positivo dell'allungamento della vita media quindi il rene con l'età diventa più sensibile ai danni che possono essere causati. C'è poi un aumento delle malattie croniche che conducono come complicanza anche la nefropatia. Oggi in Italia si parla di un 7% di pazienti con livelli funzione renale non corretti. Se consideriamo gli anziani dai 70 ai 79 anni, la frequenza arriva al 17 %». 

Il dottor Guastoni ha poi ribadito come anche la patologia renale rientri nella presa in carico del paziente cronico: «La presa in carico è il primo passo per coptare anche nella valutazione e nella cura dei malati anche con il medico di famiglia. Questo può valere per livelli di insufficienza renale o nefropatia minori. Quando la patologia è più grave intervengono gli specialisti. Questo crea anche la consapevolezza che esiste uno specialista, il nefrologo, che molti spesso non sanno di che cosa si occupa».

Infine, è da ricordare che quest'anno nella Giornata del Rene, oltre alla prevenzione, è stato aggiunto il tema "la salute dei reni per tutti e ovunque" che si rivolge alle persone socialmente deboli e che vivono in condizioni disagiate e per questo si curano poco. Per tale motivo è stata Società Italiana di Nefrologia ha stretto una partnership con l'Istituto Nazionale per la Salute dei Migranti e il contrato alle malattie da povertà, per studiare una serie di azioni che possano realmente iniziare a concretizzare uno degli obiettivi dell'Oms, ovvero che le patologie renali vengano incluse nella Copertura Sanitaria Universale.

(Manuela Zoni)