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Disgrafia: cos’è e cosa si può fare

Salve, ho letto con interesse le vostre risposte alle prime domande che i lettori vi hanno proposto su RHO NEWS e vorrei porvene una anch’io

Mi sembra che mio figlio abbia una certa difficoltà nello scrivere a scuola. Mi hanno consigliato di fargli fare dei test nel sospetto di un disturbo di apprendimento.  Mi sapete dire che tipo di test si fanno in questi casi? Ho paura che mio figlio ne resti traumatizzato se glieli faccio fare…

Mail giunta in redazione

 

Gentile              ,

il suo timore è comune a molti genitori. Consideri però che non sono i test in sé ad essere fonte di trauma per i bambini, ma come l’adulto li propone e li spiega. Se il dubbio le rimane sono certa che potrà affrontarlo durante il primo colloquio con lo specialista che si occuperà della valutazione.

In questa prima fase, nella quale saranno raccolte le informazioni sulla storia e sullo sviluppo del bambino, possono, essere presenti solo i genitori.  Vi è pertanto l’occasione di creare uno spazio per parlare con tranquillità delle proprie paure rispetto al percorso da intraprendere e fugare ogni possibile dubbio. Solo in un secondo momento si procederà alla valutazione delle competenze cognitive e delle abilità scolastiche nel sospetto di un disturbo specifico dell’apprendimento.

Sottolineo che in Lombardia i servizi specialistici che offrono questo servizio, sia pubblici sia privati, devono prevedere un team specialistico multi-professionale che comprenda le figure dello psicologo, del neuropsichiatra infantile e  del logopedista.

Per quanto riguarda il problema che descrive ritengo innanzitutto importante conoscere l’età del bambino. Ogni volta che impariamo qualcosa le difficoltà sono parte del percorso di apprendimento. Ma solo se le stesse persistono, anche dopo che gli insegnanti hanno approntato e adottato strategie didattiche mirate al loro superamento, può essere indicato procedere con una valutazione specialistica.

Nel caso specifico, trattandosi della scrittura, suggerirei di aspettare almeno la fine della seconda primaria così da assicurarsi che il  normale processo di insegnamento sia terminato.

Tenga inoltre presente che il disturbo specifico della scrittura non è univoco ma si differenzia a secondo della competenza coinvolta. Si parla di disortografia quando le difficoltà riguardano proprio la competenza ortografica pertanto negli elaborati scritti si trovano errori quali ad esempio l’omissione dell’H o delle doppie o inversioni di grafemi (al x la). Si definisce invece disgrafia quando coinvolge gli aspetti grafico – manuali ed è presente un’eccessiva difficoltà nell’esecuzione dell’atto con ridotta scorrevolezza del tratto, tendenza a “salire” o “scendere” rispetto al rigo, tratto troppo marcato o troppo leggero, grandezza delle lettere non rispettata per cui la scrittura diventa poco leggibile nei casi più gravi anche per il bambino stesso.

Nell’ambito dei disturbi specifici dell’apprendimento, la formulazione di una corretta diagnosi è solo l’inizio del percorso che prevede, in seguito l’acquisizione di nuove conoscenze al fine di sostenere il proprio figlio, la progettazione di azioni didattiche individualizzate e personalizzate volte a favorire un apprendimento efficace da parte degli insegnanti e la strutturazione di un intervento intensivo e specifico in grado di incidere sulla difficoltà a carico degli specialisti.

Nel valutare se procedere o meno ad una valutazione specialistica consideri, infine, che quando uno studente presenta una difficoltà non meglio identificata la stessa può essere non compresa dagli adulti di riferimento o attribuita a molteplici fattori quali ad esempio disinteresse o scarso impegno. Il susseguirsi di risultati negativi in ambito scolastico e i rimproveri che in questo caso si assommano, hanno un effetto negativo sulla percezione che il bambino ha di sé fino a minare la sua autostima.

La tempestività degli interventi è pertanto da considerarsi un fattore prognostico positivo che aiuta lo studente ad aumentare il proprio senso di autoefficacia.

dott.ssa Stefania Basilico, piscologa, psicoterapeuta e neuropsicologa

Studio di Psicologia dott.sse Basilico, Facchetti, Munaro

www.studiodipsicologia.mi.it

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Gli argomenti già trattati nella rubrica:

Genitori e figli adolescenti

Crescita e paura della separazione