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Referendum per l'autonomia, un «treno» che non ripasserà

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Il Referendum sull'autonomia lombarda si avvicina e Legnano, Parabiago, San Vittore Olona e Nerviano dico in coro: «Andate a votare e votate sì». La preoccupazione di sindaci e assessori è soprattutto quella dell'affluenza perchè, se si è abbastanza certi che passi il sì, non lo si è del tutto sul percentuale di votanti che si potrebbe raggiungere: «Ci siamo resi conto che i cittadini sono poco informati - ha affermato Adriana Nebuloni, assessore all'istruzione di Parabiago - e molti sono preoccupati rispetto alle modalità di voto. La scelta dei tablet è oculata perchè promuove la dematerializzazione delle schede, la velocità nello spoglio e l'avvio verso procedure che vedono le nuove tecnologie sempre più presenti nella nostra vita. E non dimentichiamoci che i tablet resteranno in uso alle scuole per la didattica».

Ai seggi ci si dovrà presentare senza tessera elettorale e sarà garantita l'assistenza di tecnici e personale qualificato per ulteriori spiegazioni su come votare. Che si voti a favore o contro, l'assessore all'urbanistica di Legnano, Gianluca Alpoggio, tiene a sottolineare i dati che il Referendum pone all'attenzione: «54 miliardi di residuo fiscale è un dato importante. Bisogna far sentire la nostra voce perchè è un'occasione che non ricapiterà più». A Legnano il residuo fiscale è di circa 324 milioni, numero significativo insieme agli oltre 94 di Parabiago e ai 92,9 milioni di Nerviano, dove il gap è di 5.375 euro per ogni abitante tra le tasse versate e il ritorno economico sul territorio: «Questa è una battaglia che parte da lontano - ha commentato il sindaco di Nerviano, Massimo Cozzi -. Sono entrato nella Lega Nord per ottenere l'autonomia fiscale e il Referendum è un treno che non passa due volte. Trattenere sul territorio le tasse pagate dai cittadini è un obiettivo importante che deve portare i lombardi ai seggi». 

All'appello dei Comuni leghisti si associa anche quello del sindaco di San Vittore Olona, Marilena Vercesi, che porta sul tavolo «l'urgenza di un cambiamento - ha sottolineato -. La Lombardia è speciale perchè virtuosa ma in misura inversamente proporzionale, con una vessazione fiscale tra le più alte d'Europa. Mi rivolgo soprattutto ai giovani perchè con il Referendum si chiedono cambiamenti per il loro futuro». Un piccolo accenno è stato inoltre fatto alla situazione in Catalogna, dove, è stato precisato «si chiede una secessione e non un'autonomia nella gestione delle risorse come nel nostro caso. I fatti di Barcellona non dovrebbero essere strumentalizzati per invitare a non andare a votare»

Fino a domenica 22 ottobre nell'Alto Milanese sono previsti diversi incontri sul Referendum e sulle ragioni del sì. Sarà inoltre possibile provare a votare con la modalità elettronica, attraverso appositi simulatori. Qui la notizia

Servizio di Manuela Zoni e Chiara Lazzati