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Oblio istituzionale sulle vittime della bomba in via Moscova, perchè?

Manuela Parini e Giancarlo Restelli, due nostri affezionati lettori, tornano sull'anniversario della bomba caduta a Legnanello nell'agosto 1943 e, pur attraverso diverse considerazioni di base, giungono alla stessa domanda finale: perchè su quella tragedia è caduto un totale oblio istituzionale? Lunedì sera, la cerimonia del Comitato, chiaramente di destra, "Legnano non dimentica" .


Buongiorno Direttore, scrivo a proposito della commemorazione dell’episodio accaduto a Legnano il 13 agosto 1943.

Come ricordato dal libro “Giorni di guerra - Legnano 1939-1945” e dalla relazione del Prof.Restelli, i morti furono nostri concittadini che cercarono scampo, senza trovare salvezza, fuori dalle loro case.

Il breve discorso del  Prof.Indelicato è stato molto chiaro: i morti non sono tutti uguali. L’aereo che “perse”la bomba era inglese quindi l’episodio va relegato fra i morti

di serie B.

Come insegna la storia chi vince ha sempre ragione, i vinti non devono avere voce. Ma ciò che mi ha molto amareggiata è il silenzio e l’assenza di autorità civili e religiose alla cerimonia. Si deve a uno sparuto gruppo di militanti di Fratelli d’Italia la volontà di essere presenti a ricordare questo importante episodio storico della nostra città, che per fortuna rimase l’unico.

Alle varie commemorazioni del 25 aprile vedo giustamente presenti autorità e sacerdoti che ricordano i caduti per la nostra libertà. Nessuno di loro ha speso una parola per queste vittime, una benedizione, un gonfalone del Comune.

Il destino ha voluto che il fatto sia accaduto due giorni prima di Ferragosto e oggi, a distanza di 75 anni  chi dovrebbe essere presente è, come dice  il Giusti, “in tutt’altre faccende affaccendato”. Grande tristezza!

Manuela Parini


Buongiorno Direttore, ho letto su Legnanonews che ieri 13 agosto in serata c’è stato un presidio di “Legnano non dimentica” per commemorare le vittime della bomba inglese di 75 anni fa.

Evidentemente ci sono persone che amano farsi autogol spacciati per “reti” nella porta avversaria! Forse il caldo…

Mi spiego. I neofascisti di “Legnano non dimentica” dovrebbero sapere:

Non è stato un “bombardamento” (come si legge nel loro volantino) ma una bomba isolata. E’ ovvio che questa costatazione non attenua la gravità di quanto accaduto
E poi, chi ha voluto la guerra? L’Italia fascista e in primis Mussolini. Ricordate il “Vincere e Vinceremo!”?
Chi avrebbe dovuto dotare le case della “Cantoni” dei rifugi che non c’erano? Il podestà fascista. Ciò non è stato fatto
In zona non c’erano rifugi pubblici nonostante fosse un’area molto abitata, eppure la guerra era iniziata tre anni prima!

Se ci fossero stati solidi rifugi antiaerei gli abitanti di via Galvani/Moscova avrebbero evitato di fuggire nei campi come facevano di solito. Invece andarono nei campi adiacenti le loro case e il caso volle che quella tragica sera la bomba scoppiasse in mezzo a loro.

Quindi il presidio fascista non ha alcuna legittimità, almeno sul piano storico.

E poi non c’erano solo gli anglo-americani a bombardare:

     - L’Etiopia fu conquistata con bombardamenti dall’alto e uso di gas (1935-36). Bombardamenti e mitragliamenti facili per l’aviazione italiana visto che non c’era nessuna difesa contraerea

     - La Catalogna, e in particolare Barcellona, furono bombardate selvaggiamente dall’”Aviazione italiana legionaria” con alcune migliaia di vittime (1937). A Barcellona i vecchi ricordano ancora le stragi di bambini dei piloti italiani. Noi evidentemente no

     - Mussolini pretese da Hitler che l’aviazione italiana partecipasse alla “Battaglia d’Inghilterra” (1940). Gli aerei italiani furono ritirati subito perché vetusti e antiquati. La volontà di colpire la “perfida Albione” però c’era

Inisomma, “Legnano non dimentica” ha “dimenticato” molte cose. Meglio dire che ignora tutto.

Colpisce però il fatto che Legnano non commemori in alcun modo le vittime del 13 agosto del ‘43. Trenta morti più diverse decine di feriti e tra di loro molti bambini e donne, è un fatto che non giustifica alcun oblio.

Invece sembra proprio che le vittime siano da sempre state dimenticate.

Perché? Azzardo qualche ipotesi (ma mi piacerebbe molto che qualcuno, dati alla mano, mi smentisse):

Il 13 agosto non è proprio una data facile per commemorare qualcuno: a due passi dal Ferragosto, come si fa? Non si può dare la fascia tricolore all’uscere di turno e far finta di nulla. Quella malalingua di Andreotti ripeteva spesso: “Pensare male si fa peccato ma quasi sempre ci si azzecca”. Vale anche per l’assenza della “Legnano ufficiale?”

Ci sono però altri motivi, più concreti del precedente, che possono spiegare la dimenticanza delle trenta vittime:

La bomba è inglese e un’eventuale commemorazione fatta subito a caldo nel ’45-46 avrebbe dovuto smentire la retorica dei “Liberatori” che hanno appunto liberato l’Italia dal nazifascismo
L’Italia nel ’45-46 è un paese a sovranità limitata, addirittura con gli anglo-americani in casa
Le forze politiche nell’Italia del tempo, anche a livello locale, sanno benissimo qual è la collocazione internazionale del nostro paese (anche le forze di sinistra)
Quindi si celebrano le stragi naziste, gli eccidi fascisti sono oggetto di commemorazioni molto sentite, i partigiani morti sono oggetto del pubblico cordoglio (giustissimo!) mentre le vittime dei bombardamenti anglo-americani sono dimenticati da tutti (è giusto?)

Per esempio Milano oggi ricorda le vittime dei disastrosi bombardamenti che colpirono la città dal 7 al 16 agosto del ‘43?

 Il sindaco Sala l’altro giorno era a Piazzale Loreto (10 agosto). Qualcuno ha notizia di una sua presenza in uno dei luoghi simbolo dei bombardamenti su Milano? Esempio in Piazza San Babila o in Piazza della Scala? Anche qui i morti non sono pochi: poco più di mille quelli ufficiali, duemila la cifra più probabile considerando anche altri bombardamenti aerei su Milano avvenuti in date diverse.

E poi in quale memoria far rientrare i civili morti a causa della guerra? Facciamo qualche esempio:

     -   I civili morti non sono partigiani, non sono combattenti, non fanno parte di categorie di persone che hanno svolto ruoli diversi nella guerra, per esempio i prigionieri nei lager, gli ebrei ad Auschwitz, i reduci dalla Russia…

Chi sono? “Figli di un dio minore”, evidentemente.

Il Comune di Legnano ha avuto bisogno di 52 anni per mettere una lapide nel luogo della strage (l’anno è il 1995).

Dice la lapide: “Qui il 13 agosto 1943 un’incursione aerea nemica provocò 30 vittime che Legnano oggi ricorda”.

“Incursione aerea nemica”?? Si gioca molto sull’ambiguità della guerra italiana. Il nemico fino all’8 settembre del ’43 sono gli anglo-americani. Poi sono nemici i tedeschi per l’Italia partigiana e liberata e ancora gli anglo-americani per l’Italia fascista repubblicana.

E così 52 anni dopo viene apposta una lapide ambigua in cui i responsabili della tragedia non sono neppure indicati! Parlare di mancanza di coraggio rischia di essere un eufemismo.

Oggi qualcuno a Legnano ricorda la tragedia? Nei discorsi del 25 aprile c’è almeno un accenno?

Ho letto i discorsi di G. Fratus (sindaco di Legnano) e P. Minelli (presidente Anpi) e non ho trovato un accenno alla strage nella commemorazione di quest’anno. A dir la verità neppure nel discorso di don Fabio Viscardi nel cimitero monumentale.

Non ho voluto infliggermi una pena supplementare andando a leggere tutti i discorsi ufficiali negli ultimi dieci anni in cerca di un accenno alla strage. C’è un limite a tutto! Se qualcuno lo volesse fare, lo ringrazierei di cuore.

Certo, le vittime non erano partigiani, combattenti antifascisti, “martiri” della violenza nazifascista, militari insigniti di medaglie al valore… però erano operai, gente come noi, lavoratori e piccoli artigiani; tra di loro molte donne, bambini ed adolescenti, la cui vita è stata spazzata via in un attimo.

Insomma, Legnano ha “vuoti di memoria” notevoli nonostante una certa bulimia commemorativa.

L’anno prossimo ci saranno ancora e solo i fascisti a “ricordare”?

Giancarlo Restelli