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Scuole in festa: il Dell'Acqua si chiama fuori

Gentile direttore Tajè,
scrivo a nome dell'Istituto Carlo Dell'Acqua. Dopo aver letto l'articolo da lei pubblicato "Petardi e caroselli per festeggiare la fine della scuola" del 8 giugno 2018, mi sembra doveroso fare alcune precisazioni. All'orario da lei menzionato TUTTI GLI STUDENTI DEL NOSTRO ISTITUTO ERANO ANCORA REGOLARMENTE IN CLASSE e il NOSTRO centralino ha segnalato alla polizia locale i disordini che stavano accadendo in via Diaz. Le lezioni all'istituto Dell'Acqua sono terminate alle 11:50 e gli studenti hanno festeggiato la fine dell'anno scolastico in maniera certamente gioiosa ma civile. 

E' giusto evidenziare un comportamento scorretto, ma generalizzare tale scorrettezza a tutti i giovani studenti non è educativo. Ci sono tanti giovani che hanno ancora riferimenti sani e comportamenti adeguati, sono molti e non è giusto che vengano accomunati a quei, mi creda, pochi che con gesti "eclatanti e rumorosi" hanno sicuramente una visibilità maggiore degli altri.

E' lecito attendersi maggiore educazione da tutti, Bernocchi, Dell'Acqua e Galilei, ma è lecito anche attendersi maggiore precisione nelle informazioni che vengono riportate.

Grazie per l'attenzione

La Vicepreside dell'istituto Dell'Acqua 


(m.tajè) - Se abbiamo generalizzato, questo è avvenuto solo per l'orario indicato (quello delle 11), non sui fatti, soprattutto perchè eravamo presenti sul posto e possiamo confermare che gli studenti presenti in via Diaz erano sia quelli del Bernocchi, che quelli del Dell'Acqua.

Invitiamo inoltre la vicepreside a prendere visione della lettera, ricca di particolari, da parte di una mamma-insegnante, anche lei testimone diretta di quello che accadeva all'uscita delle scuole. Ricordiamo brevemente un passo: "Passino il lancio di farina, uova, petardi e quant’altro....ma un gruppo di ragazzi, posizionandosi proprio all’ingresso del Dell’Acqua, ha cominciato a lanciare bottiglie di bibite PIENE, da 1,5l. verso l’ingresso prospiciente del Bernocchi, colpendo inevitabilmente qualcuno".

Certo e per fortuna dobbiamo pensare a una minoranza, ma restano i fatti di una festa esagerata oltre misura.

Distogliere, comunque, l'attenzione dal vero problema educativo, per accusare la stampa di imprecisione e per difendere  la reputazione del proprio Istituto, è pari a chi guarda il dito e non la luna.