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"Il desiderio di riaverti, fosse pure in un solo gesto o un’abitudine"

Al Saint James di Parigi dovrò chiedere
una camera ‘singola’. (Non amano
i clienti spaiati). E così pure
nella falsa Bisanzio del tuo albergo
veneziano; per poi cercare subito
lo sgabuzzino delle telefoniste,
le tue amiche di sempre; e ripartire,
esaurita la carica meccanica,
il desiderio di riaverti, fosse
pure in un solo gesto o un’abitudine.

Eugenio Montale, Xenia I, dalla raccolta Satura (1970)

 

1963. Una data capitale nella vita di Eugenio Montale: muore la moglie Drusilla Tanzi. La donna, soprannominata affettuosamente "Mosca" per via dei suoi grandi occhiali da vista, fu l'amore di una vita per il poeta ligure. Dal dolore per la perdita della compagna di sempre, della confidente, dell'amica, della meticolosa organizzatrice di ogni viaggio, Montale fa sgorgare alcuni dei versi più belli ed intimi della sua produzione, organizzati nella raccolta "Satura" (che richiama il genere tutto latino della "satira") divisa nelle sezioni Xenia I e II, in cui si intrecciano scene di vita quotidiana e ricordi. Finora Montale non si era mai messo così profondamente a nudo. L'assenza di Mosca si fa presenza costante nell'ultima fase della vita di Montale: non percepirne la mancanza è impossibile. Ed ecco che il desiderio di riaverla, «fosse / pure in un solo gesto o un’abitudine», diventa totale.

(Chiara Lazzati)