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Trump contro l'Iran, le sanzioni preoccupano la Tosi

Le minacce del presidente americano Donald Trump di sanzionare i Paesi europei in caso non seguano Washington nel ripudiare l'accordo sul programma nucleare dell'Iran, preoccupano la Franco Tosi di Presezzi. La società brianzola si trova tra l'incudine e il martello: da una parte lo stato d'incertezza causato dalla posizione USA e dall'altra il silenzio del commissario straordinario Andrea Lolli sull'ultima offerta per l'acquisto dell'area in piazza Monumento.

Whashinton potrebbe influenzare gli affari della fabbrica legnanese: la Tosi infatti è tra le aziende europee che, tra investimenti e scambi commerciali, continua a fare affari con Teheran. Come ricorda Barbara Di Febo in Presezzi, alla guida della Tosi, «non siamo i soli... in questo momento stanno tremando anche grandi colossi». L'interscambio tra Italia e Iran ha infatti superato i tre miliardi di euro con il lavoro di diversi marchi: oltre la Tosi c'è l'Ansaldo, Maire Tecnimont, Immergas e altre aziende importanti come Eni, Total e Airbus.

La situazione è decisamente tesa e, mentre l'America impone la sua decisione, Teheran invita gli altri Paesi firmatari dell”intesa ad adottare misure tali da “salvaguardare l’accordo e attuare i loro impegni”. Nel contempo la Tosi con la sua joint venture, legata all'iraniana Mapna, pensa all'importante commessa da 66 milioni di euro bloccata e conta progetti sospesi da mesi per interi impianti oil&gas "chiavi in mano". «Per ora non abbiamo ancora una visione certa di quello che potrebbe accadere - spiega l'imprenditrice -. Non sono ancora ben definite le conseguenze che potrebbe riportare l’Italia, o meglio l’Europa».

Nei giorni scorsi anche Alberto Presezzi, che con la moglie Barbara Di Febo gestisce la Tosi, ha espresso la sua preoccupazione in un'intervista pubblicata sul "Sole24Ore". L'industriale ha commentato: «Rischiamo di regalare centinaia di milioni di commesse a Russia e Cina. La posizione di Trump rischia di fatto di bloccare quel faticoso processo di apertura che è in corso da mesi: adesso è tutto fermo». 

E tornando alla "piccola" Legnano, i brianzoli affermano: «Non abbiamo grandi commenti da fare: la situazione già non è facile così, se poi pensiamo alla questione dell'acquisto dell'area... Il commissario Lolli si sta prendendo troppo tempo e sinceramente ci sembra strano, anche perché la nostra offerta è scaduta il 30 aprile, quindi oggi non dovrebbe aver più in mano nulla». Eppure il commissario Lolli, martedì 15 maggio, ha confermato la sua posizione: «Stiamo esaminando l'offerta di Presezzi, serve tempo e presto daremo risposta». A cercare di sciogliere il nodo ecco l'assessore all'Urbanistica Gianluca Alpoggio intenzionato a organizzare un incontro settimana prossima.

(Gea Somazzi)