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Quel che resta di Expo 2015... dopo il 2015

Foto riprese dal gruppo facebook "Smontaggio Expo - Dismantling Expo".


Nel dicembre 2014 si teneva d'occhio il cruscotto per il completamento dei lavori. Un anno dopo, nulla pare cambiato. L'attenzione è puntata ancora lì, sul sito di Expo Milano. Questa volta, però, il conto alla rovescia interessa lo smantellamento del sito espositivo. Là dove fino a qualche mese fa si affollavano migliaia di visitatori, non restano altro che gru ed operai. Un cerchio che si chiude, come promesso: dopo i sei mesi di manifestazione, padiglione per padiglione l'area di Expo sta venendo smantellata. Le uniche eredità dell'esposizione universale sul sito saranno Palazzo Italia, l'Albero della Vita e Padiglione Zero.

Tutto ciò che era presente ad Expo dovrà essere riutilizzato. Il padiglione Don Bosco diventerà un centro giovanile in Ucraina, i container del Principato di Monaco ospiteranno un centro della Croce Rossa in Burkina Faso e il padiglione Coca Cola si trasformerà in un centro sportivo per Milano.  Alcuni Stati doneranno i simboli dei padiglioni, altri li metteranno all'asta (è il caso della rete del Brasile, all'asta per 500mila euro). Come da regolamento, poi, le nazioni che non prevedono una seconda vita per le loro strutture dovranno riciclare le parti in legno e in ferro dei padiglioni. Nel frattempo a Rho sono già arrivati 20 alberi dal padiglione Ungheria e 34 arbusti dal padiglione della Federazione Russa (qui il link).

Regione Lombardia, intanto, ha stanziato 50 milioni di euro per iniziative del dopo Expo. "Vogliamo che dalla primavera prossima il sito espositivo sia ancora vivibile con grandi eventi e manifestazioni, con il coinvolgimento della Triennale e il concerto in programma il Primo maggio - ha spiegato l'assessore al post Expo e città metropolitana Francesca Brianza -. Non possiamo permettere che quest'area resti vuota, se non per i tempi strettamente necessari per il dismantling". E proprio per monitorare questo processo è nato il gruppo facebook "Smontaggio Expo - Dismantling Expo". "Il desiderio - come spiegano i gestori del gruppo -,  è coinvolgere la società civile, quella politica ed, in ultimo la società gestrice dell'area (Arexpo) e dello smontaggio (Expo) in dibattiti su cosa è utile mantenere e su cosa, invece, merita essere smontato e rispedito ai paesi di origine".

(Chiara Lazzati)