Processo Fratus, le nomine di "fiducia" sul banco degli accusati

Si sono concluse nell'udienza di oggi, 25 novembre, le valutazioni del Pubblico Ministero, Nadia Calcaterra, sulle indagini che hanno portato al processo "Piazza Pulita". Il Pm ha terminato di ascoltare il maresciallo della Polizia Finanziaria della Guardia di Finanza di Milano, Michele Martino e  dopo avere ripercorso i cinque capi di imputazione, ha posto l'attenzione sulla causa civile aperta nei confronti  degli ex amministratori di Amga, Chiara Lazzarini e Paolo Pagani per falsa comunicazione sociale, il cui reato penale è andato in prescrizione. Per la sola Lazzarini la richiesta di risarcimento è di 22 milioni di euro.

Dalle intercettazioni emerge che durante i comitati di controllo analogo di Amga si parlava spesso della transazione della causa, operazione che non trovava però l'appoggio di tutta la compagine di Amga. All'interno della partecipata, già in forte difficoltà economica con un buco da 17milioni di euro, si era formata una fazione contraria: in particolare è il sindaco di Parabiago Raffaele Cucchi a essere contrariato quando gli viene chiesto di approvare la delibera riguardante l'abbattimento del capitale sociale di Amga per 17milioni di euro: «Perchè dobbiamo sempre coprire gli sbagli degli altri», dice Cucchi in una intercettazione. Alla fine la  svalutazione viene approvata.

Dal processo emerge la volontà degli indagati di nominare persone di fiducia nel Cda. L'obiettivo, secondo l'accusa, sembra essere quello di bypassare la gara del nuovo direttore generale di Amga sostituendo tale figura con quella di un amministratore unico per cui erano già state sentite delle persone. Non potendo evitare il bando, i tre ex amministratori cercano di intervenire modificando più volte la bozza del documento con requisiti affini al profilo professionale di un candidato di fiducia. Il bando viene emesso, ma poi scattano gli arresti. 

Tra i capi di imputazione è stato ripercorso quello relativo alla corruzione elettorale che vede coinvolti l'ex sindaco Fratus e Luciano Guidi, candidato sindaco per Alternativa Popolare alle ultime elezioni. Quest'ultimo al ballottaggio aveva appoggiato Fratus, il quale in cambio aveva offerto un posto nel Cda di Ala per la figlia, Martina Guidi. In una intercettazione ambientale è lo stesso Fratus che comunica a Guidi tale nomina chiedendo conferma del nome. E' poi Lazzarini in una telefonata con l'ex assessore Munafò a spiegare che tale nomina è «un pegno da pagare» da parte del sindaco per accordi presi con i vertici dei partiti che lo hanno appoggiato. Un posto ambito quello nel cda di Amga che viene rivendicato da Paolo Campiglio, militante di Forza Italia che lamenta la sua mancata nomina in una telefonata con Lazzarini che lo tranquillizza: «Nel caso ci sarà occasione ti daremo un posto». 

Durante l'udienza sono state ascoltate anche le intercettazioni relative al quinto capo d'imputazione sulla nomina del critico d'arte Flavio Arensi il cui bando, secondo l'accusa, sarebbe stato "cucito" su misura .

In assenza dei verbali della precedente udienza è stato impossibile per le difese procedere con il contro esame rinviato a lunedì 2 dicembre.