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Legnano Cambia sposa la "buona destra"

Una politica che guardi al futuro. Una politica di qualità, che abbia come precondizione l’onestà. Una politica che sia in grado di dialogare, cambiare idea e prendere il meglio da chiunque.  Così il giornalista romano e fondatore del festival culturale "Caffeina", Filippo Rossi declina le caratteristiche che deve avere la “buona destra”, di cui lui è sostenitore, nei capitoli del suo libro “Dalla parte di Jekyll. Manifesto per una buona destra”, presentato venerdì 15 novembre al Centro Sociale “Il salice”

«Riguardo al titolo del libro, che richiama al personaggio dalla duplice personalità di Dottor Jekyll e Mister Hyde - ha spiegato Rossi - è da interpretare come la metafora del buono e del cattivo che c’è all’interno di tutti noi, in ogni diverso aspetto della nostra vita, quindi anche nella politica. La scelta di civiltà da fare, indipendentemente dalla fazione partitica che si sceglie, è di provare ad essere migliori.» 

Il giornalista è stato invitato alla serata dalla nascente lista civica “Legnano cambia”, (rappresentata durante la serata dai membri Federica Farina, Antonio Guarnieri e Lorena Fedeli), che si definisce politicamente trasversale e condivide le idee di Rossi. Il giornalista ha quindi ricordato l’importanza del civismo, per «valorizzare la dialettica anche all’interno delle liste civiche», rispondendo alla domanda sull’importanza del dialogo tra le varie fazioni partitiche anche in un ambito poco vasto come quello locale.  «La politica è infatti proprio questo - ha proseguito Rossi - è un elogio delle differenze, ricerca continua di connessione, perché è l’arte dello stare insieme, non di combattersi»

Su questi stessi valori si basa infatti la “buona destra” tanto auspicata da Rossi, quella che pone le sue radici nel patriottismo. «Fin da bambino mi hanno insegnato che essere di destra significa essere patriottici - ha spiegato a tal proposito il fondatore di festival culturale Caffeina -questo concetto significa amare l’altro, diverso rispetto a me, che vive nella mia stessa patria. E la patria è sì la terra dei padri, ma è anche la terra dei figli, di coloro che, pur non essendoci nati, abitano questo luogo.»

A questa visione di “buona destra”, Filippo Rossi ne antepone invece una che ritiene negativa, identificata nella destra attualmente in Parlamento, che «vuole solo fare propaganda e alzare eccessivamente la voce che è segno di debolezza estrema. Fare politica è invece anche saper stare all’opposizione e saper dialogare con le diverse fazioni». 

(Federica Pontremoli)