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Impianto Forsu, via libera da Città Metropolitana

 Via libera da Città Metropolitana per l'impianto Forsu di via Novara a Legnano: per avere fisicamente tra le mani il nulla osta per il nuovo impianto di compostaggio bisognerà attendere ancora un mesetto, ma intanto martedì 2 luglio dalla conferenza dei servizi è arrivato il placet al progetto.

    L’iter che ha portato all'autorizzazione - terminato con quello che la presidente Catry Ostinelli ha definito «un traguardo raggiunto con tanto impegno da parte di tutti» - era partito a giugno 2018, quando era stata presentata l’istanza di variante al titolo autorizzativo di dicembre 2015 per la trasformazione del biogas in biometano. Dopo varie integrazioni al progetto richieste, lo stop era arrivata da una carenza normativa a livello nazionale, a seguito di una sentenza del Consiglio di Stato che aveva stabilito la non legittimità di alcune autorizzazioni di impianti nei quali la sostanza derivata dal trattamento del rifiuto venga dichiarata "non rifiuto". Come, appunto, per l'impianto di via Novara. Situazione poi sbloccata solo a marzo con un decreto interministeriale che disciplina le caratteristiche del biometano e gli incentivi per i relativi impianti di produzione.

Da lì la conferenza dei servizi, avviata a maggio scorso, che ha riunito al tavolo, oltre al Comune di Legnano, il Ministero dello Sviluppo Economico, la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio della Città Metropolitana di Milano, l’Ufficio d’Ambito della Città Metropolitana, Regione Lombardia, Arpa, Ats Milano e il Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco. E che martedì 2 ha dato il via libera con tutti pareri positivi, al netto di alcune prescrizioni che saranno assorbite dal provvedimento autorizzativo.

L'impianto tratterà secondo le previsioni più di 50mila tonnellate di rifiuto organico all'anno: 40mila di forsu vera e propria e 12.400 tonnellate di verde. Che si trasformeranno in 4 milioni di metri cubi di metano e 14mila tonnellate di compost.

ECCO COME FUNZIONERÀ L'IMPIANTO

I costi stimati per la realizzazione della struttura si aggirano intorno ai 20milioni di euro, mentre quelli per la gestione annuale sono pari a 2,5 milioni di euro all'anno. Costi che saranno a carico di Asja Ambiente Italia, ovvero la società che si è aggiudicata il bando per la progettazione, realizzazione e gestione dell’impianto.

Sull'impianto, per il quale il nulla osta di Palazzo Isimbardi segnerà lo snodo fondamentale per la produzione del progetto esecutivo prima e per l'avvio del cantiere poi, pendono da sempre le perplessità di associazioni e comitati contrari alla realizzazione della nuova struttura. 

(Leda Mocchetti)