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Arresti a Legnano, attesa la decisione sulla scarcerazione di Cozzi

Discusso lunedì 17 giugno l'appello presentato dalla difesa di Cozzi per la scarcerazione dell'ex vicesindaco - A giorni il verdetto

«Maurizio Cozzi non deve rimanere in carcere». Lo ribadisce ancora una volta il suo legale Cesare Cicorella, che oggi, lunedì 17 giugno, ha discusso davanti al Tribunale del Riesame l'appello contro l'ordinanza con la quale il GIP del Tribunale di Busto Arsizio aveva respinto l'istanza di scarcerazione dell'ex vicesindaco di Legnano, in carcere dallo scorso 16 maggio nell'ambito dell'inchiesta "Piazza Pulita".

Tre le motivazioni in base alle quali la difesa dell'ex numero due di Palazzo Malinverni ha chiesto la scarcerazione. Prima di tutto, il venir meno dell'esigenza cautelare rispetto alla reiterazione dei reati: «Il vicesindaco si è dimesso – spiega l'avvocato Cicorella – e non avrà più possibilità alcuna di interloquire o interferire con gli affari del Comune».

[pubblicita]Per il legale di Cozzi, peraltro, la circostanza che la Città del Carroccio sia attualmente affidata ad un commissario prefettizio per la gestione provvisoria dell'ente, vale da sè ad escludere «qualsiasi possibilità teorica di interferenza rispetto ad eventuali bandi che dovessero essere promulgati». Senza contare che non ce ne sarebbe comunque stata nemmeno la «possibilità concreta, poichè Cozzi non ha più intenzione di farsi coinvolgere nelle vicende politiche: è rimasto sconvolto da quello che gli è accaduto e gli sta ancora accadendo e che gli sta segnando la vita». 

Per la difesa dell'ex vicesindaco, poi, va escluso anche il rischio di inquinamento delle prove: fin dall'interrogatorio di garanzia, infatti, Cozzi non ha confutato «la fondatezza dei fatti sul piano materiale, ma la loro rilevanza penale». 

Infine, il legale che assiste l'ex braccio destro del primo cittadino Gianbattista Fratus ha fatto rilevare al Tribunale del Riesame la proposta da parte della Procura di «definire il fascicolo con un patteggiamento ad una pena sospesa: se questa è la previsione di quella che potrà essere alla fine la sanzione eventualmente applicabile, la misura restrittiva cautelare in carcere non ha ragion d'essere».

Nell'udienza odierna anche il sostituto procuratore che coordina le indagini, Nadia Calcaterra, ha svolto le sue considerazioni. Ora sarà il giudice del riesame a decidere, verosimilmente nei prossimi giorni, se Maurizio Cozzi rimarrà in carcere a Busto Arsizio o potrà tornare a casa.

Leda Mocchetti
leda.mocchetti@legnanonews.com
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Pubblicato il 17 Giugno 2019
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