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Arresti a Legnano, Cozzi: «Nessun favore, cercavamo i migliori»

Si sono svolti nella mattinata di lunedì 20 maggio gli interrogatori di garanzia di Gianbattista Fratus, Maurizio Cozzi e Chiara Lazzarini, arrestati giovedì 16 maggio a seguito dell'operazione "Piazza Pulita".

L'ex vicesindaco, che attraverso il suo legale ha rassegnato le dimissioni, ha risposto alle domande del GIP Piera Bossi dal carcere di Busto Arsizio, dove si trova dallo scorso giovedì. «Il mio cliente è provato, ha dovuto spiegare aspetti molto complessi dal punto di vista amministrativo - spiega il suo legale, l'avvocato legnanese Giacomo Cozzi -. Il tema è se sia lecito o no nel caso della nomina di una funzione apicale di un ente pubblico o di una società partecipata dal Comune cercare di individuare chi ha i migliori requisiti professionali per ricoprire tale ruolo ed invitarlo a presentare la propria candidatura. Quelle del mio assistito non erano ricerche volte a fare favori a qualcuno, ma ad avere le migliori persone nei posti più delicati: se poi questo sarà ravvisato come reato vedremo».

Per Maurizio Cozzi il difensore ha chiesto la revoca della misura cautelare o, in subordine, la riduzione della misura agli arresti domiciliari: «A maggior ragione dopo che Cozzi ha rassegnato le dimissioni - spiega il difensore - non sussistono più le esigenze cautelari: non c'è più possibilità nè di reiterazione del reato, nè di inquinamento delle prove». 

Ha risposto alle domande del GIP anche il primo cittadino dimissionario Gianbattista Fratus, che aveva fatto un passo indietro già giovedì scorso. Anche per lui, sentito in Tribunale a Busto Arsizio, la difesa ha chiesto la revoca o in subordine la riduzione della misura cautelare.

Si è avvalsa invece della facoltà di non rispondere Chiara Lazzarini. «I tempi, i modi e soprattutto le modalità con cui può fare valere le proprie ragioni - ha spiegato il suo legale Enrico De Castiglione - vanno valutate anche in relazione alle sue condizioni psicofisiche, che in questo momento non lo consentono». 

Ora il GIP ha cinque giorni di tempo per sciogliere la riserva e decidere sulle richieste formulate dai difensori.

Tre le nomine che secondo gli inquirenti sarebbero state "pilotate", per le quali l'ex sindaco e i suoi assessori sono indagati per turbata libertà degli incanti e turbata libertà del procedimento di scelta del contraente: la selezione del dirigente per lo sviluppo organizzativo di Palazzo Malinverni, il conferimento di un incarico professionale relativo a servizi di consulenza amministrativa e contabile in Euro.PA. (che vedrebbe coinvolto il solo Maurizio Cozzi) e la nomina del direttore generale di Amga. A carico del solo primo cittadino, poi, nella ricostruzione della Procura c'è anche la corruzione elettorale: nel corso della campagna elettorale per le amministrative del 2017 il sindaco avrebbe stretto un accordo in sede di ballottaggio con uno dei candidati sconfitti al primo turno (Luciano Guidi), in virtù del quale, in cambio di appoggio, il sindaco avrebbe promesso la nomina di lui o altra persona in una municipalzzata e alla fine dello scorso anno il sindaco avrebbe «costretto» a dimettersi una consigliera di Aemme Linea Ambiente, al posto della quale è stata poi nominato la figlia del candidato sindaco escluso.

(Leda Mocchetti)