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25 Aprile: "La festa di tutti"

25 Aprile assolutamente tranquillo, a Legnano.

Le preoccupazioni della vigilia per contestazioni dettate da comunicati in merito alle ultime vicende politiche cittadine sono svanite del tutto in piazza IV Novembre, in piazza San Magno e al cimitero Monumentale, i tre luoghi scelti per le celebrazioni ufficiali del mattino.

E' stato il sindaco Fratus ad aprire la serie dei discorsi ufficiali, ricordando che "il 25 Aprile non deve essere considerato un rituale di anno in anno uguale a se stesso, una stanca ripetizione di gesti e parole. Celebriamo una liberazione, La  Liberazione".

     In un discorso che qualcuno ha definito "non da leghista", Fratus non ha dimenticato l'attualità quando con tono risoluto ha affermato: "Oggi il 25 Aprile ci insegna che è possibile sconfiggere anche i nemici peggiori. Nemici che minacciano la nostra sicurezza, le nostre tradizioni, le nostre libertà democratiche. Nemici che si annidano nel deteriorarsi dei rapporti tra le persone, nello spregio o, peggio, nell’odio, in una politica aggressiva ed egoista, in una rete alimentata dal livore da tastiera". Per il discorso integrale, clicca qui

Con l'intermezzo a cura di alcuni allievi degli Istituti Barbara Melzi e Dante Alighieri, ha poi preso la parola, novità della commemorazione, Antonio Cortese presidente dell'Associarma: "La data del 25 aprile è il simbolo della nostra rinascita e della nostra libertà, principi a cui ancora oggi molte nazioni del mondo anelano".

"Il 25 aprile - ha proseguito Cortese - non è solo la fine della seconda guerra mondiale. Segna piuttosto il culmine del risveglio della coscienza nazionale e civile italiana, il riscatto morale degli italiani. Ecco perchè il 25 aprile è una festa attuale, perchè non ci parla solo del passato, ma ci interroga in modo incalzante sul nostro presente e sul nostro futuro, chiamandoci così a confrontarci con il dono della libertà". Per l'intervento integrale, cliccare qui

Infine, parola a Primo Minelli, presidente dell'Anpi Legnano, che ha trascinato all'applauso ripetutamente i presenti in piazza, soprattutto quando ha fatto riferimento ai rigurgiti di carattere fascista della nostra epoca: "Perché dire, come fanno alcuni, che il fascismo al netto della guerra e delle leggi razziali tutto sommato ha fatto delle cose buone? Riscrivere la storia negando la verità significa non fare i conti con le nostre responsabilità di allora e significa tollerare, come fossero bravi ragazzi, quelli che invocano il ritorno di quel periodo".

In questo ambito, anche a Minelli non è sfuggito un riferimento all'attualità: " Lo sdoganamento senza vergogna del razzismo, dell’odio politico-sociale sta corrodendo la nostra società e la stessa convivenza civile. Tutto ciò nell’indifferenza di tanti, che tanto male ha fatto in un passato nemmeno troppo lontano. Fa male vedere e ascoltare alcuni gruppi estremisti come forza nuova, casa poud o lealtà e azione che inneggiano al fascismo del nuovo millennio ostentando il saluto romano nella totale noncuranza e con la libertà di agire indisturbati, violando la Costituzione antifascista e la legge Mancino e Scelba che fa divieto alla ricostituzione del partito fascista. Addirittura alcune di queste formazioni negano l’esistenza dell’olocausto. Fa male vedere che queste formazioni godono di protezioni politiche importanti". Qui l'intervento integrale del presidente Anpi

La mattinata si è conclusa al Cimitero Monumentale, prima con una visita alla Cappella ai Caduti della 2^ Guerra Mondiale, quindi al Campo Partigiani, con lo scoprimento del cippo in memoria di Guido Venegoni, Arno Corvini e Ugo Pagani, e la benedizione delle tombe.

Per la galleria fotografica di Antonio Emanuele Pasquale, cliccare qui

A fondo pagina le immagini di Luigi Frigo

(Marco Tajè)