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Esplosione a Rescaldina, disagi per gli sfollati nei nuovi alloggi

Ritardi nella riparazione di un ascensore, mancato collegamento dei citofoni e una perdita d'acqua in un appartamento: con questi disagi si stanno scontrando in questi giorni le famiglie di Rescaldina alle quali lo scorso 11 maggio sono stati consegnati dei loro nuovi alloggi Aler in via Romagna a Legnano, dopo che lo scorso 31 marzo erano rimasti senza casa a seguito del tragico scoppio che ha provocato il crollo parziale di una palazzina in via Brianza.

Disagi rispetto ai quali, però, l'assessore alle politiche sociali, abitative e disabilità del Pirellone Stefano Bolognini respinge al mittente ogni responsabilità a carico di Aler. «Nessuna responsabilità è attribuibile ad Aler Milano, che, invece, ha operato bene e puntualmente, per contribuire a risolvere i problemi - sottolinea l'assessore -. Gli inquilini evidenziano ritardi nella riparazione di un ascensore, il mancato collegamento dei citofoni e una perdita d'acqua in un appartamento che non sono in alcun modo imputabili ad Aler, dal momento che si tratta di un condominio misto ed è, quindi, l'amministratore che deve attivarsi per risolverli. Al contrario Aler va apprezzata per aver sollecitato interventi con la massima urgenza».

«É davvero un peccato che su una vicenda da prendere ad esempio per l'efficace collaborazione tra amministrazioni pubbliche si provi a gettare cattiva luce in questo modo - prosegue l'assessore della giunta Fontana -. Ricordo che siamo intervenuti, attivandoci subito dopo lo scoppio nello stabile privato di Rescaldina, per dare alle famiglie coinvolte una risposta immediata e di vicinanza da parte delle istituzioni: abbiamo trovato una soluzione abitativa in soli 41 giorni. Quelli messi a disposizione sono appartamenti nuovi, mai abitati, concessi a titolo gratuito per un anno. Le lamentele, seppure lecite e comprensibili vista la vicenda - conclude Bolognini -, per toni e modi mi sembra siano state davvero ingenerose verso Aler, oltre che non rispondenti a verità».

(Leda Mocchetti)