Cerro Maggiore, case di via Dante a rischio crollo

Un rischio di crollo in un arco di tempo da uno a due anni e un mese di tempo per tirare le somme sul futuro delle case di via Dante. La situazione dello stabile al civico 68, crogiolo di realtà molto diverse tra loro che da tempo si trova in condizioni molto delicate, è tornata al centro del dibattito - non senza qualche nota polemica da parte delle opposizioni - durante la seduta del consiglio comunale di Cerro Maggiore di giovedì 20 febbraio

Lo stabile è stato oggetto di perizia sia da parte dei Vigili del Fuoco, sia da parte di un ingegnere strutturale incaricato dal comune, ed è emerso «un rischio strutturale di crollo in un periodo da uno a due anni», come ha spiegato il sindaco Nuccia Berra. Dopo gli interventi sulle utenze iniziati lo scorso anno e proseguiti anche nelle ultime settimane, nei giorni scorsi l'amministrazione ha incontrato i nuclei familiari proprietari delle unità immobiliari avvalendosi della collaborazione di un mediatore culturale, per spiegare sia a loro che ai loro legali «l'effettiva condizione dello stabile, i rischi e le opportunità per cercare di risolvere la situazione». Il prossimo incontro è previsto per il 19 marzo, quando amministrazione e proprietari valuteranno le proposte del comune e dei proprietari stessi per arrivare ad una soluzione. Proprio per individuare delle possibili soluzioni Palazzo Dell'Acqua, su consiglio della Prefettura, ha anche verificato con i sindaci dei comuni della zona l'eventuale disponibilità di alloggi confiscati alla mafia, senza però registrare disponibilità immediate.

(Leda Mocchetti)