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Censi: "La Città Metropolitana c'è o non c'è?"

«Dovete dirci se ci siamo, o non ci siamo». Suona come un ultimatum quello che il vicesindaco di Città Metropolitana, Arianna Censi, rivolge al Governo dopo l'approvazione in consiglio metropolitano del bilancio. Un documento, chiuso in equilibrio, che però presenta un buco strutturale di circa 45 milioni di euro, dovuto al contributo richiesto dallo Stato di oltre 200 milioni di euro, su poco meno di 500 milioni di entrate. «Un caso unico al mondo di federalismo inverso che blocca qualsiasi sviluppo futuro», ha ricordato ancora Censi sottolineando «l'efficienza dimostrata dall'ente, messo in condizioni di inefficienza dal Governo». Il deficit strutturale è coperto nel bilancio preventivo con l'utilizzo di avanzi e svincoli di fondo. 

«Senza i trasferimenti statali - ha evidenziato Franco D'Anfolso, delegato al bilancio -  la Città Metropolitana disporrebbe oggi di un avanzo di gestione corrente di oltre 100 milioni. In pochi anni potremmo coprire tutti i fondi necessari per la riqualificazione degli istituti scolastici, invece, siamo costretti ad andare avanti per priorità». 

Sono 300 i milioni che Città Metropolitana dovrebbe investire per la manutenzione straordinaria degli edifici ma che per mancanza di risorse ha dovuto drasticamente limitare: «In questo bilancio ci sono risorse pari a 24milioni di euro da destinare agli investimenti più urgenti». Tra questi rientra la sistemazione dell'Istituto Olivetti di Rho, chiuso per problemi strutturali. Qui l'articolo: "Olivetti": i lavori partiranno a breve 

Un altro grande problema è quello degli insegnanti di sostegno: «Da gennaio - ha dichiarato la delegata all'struzione, Elena Buscemi - la Regione si riprenderà la delega e nella riunione del 19 dicembre si parlerà proprio di questo. Ci sono famiglie che hanno anticipato il costo del servizio, con il nuovo anno ci sarà una copertura reale ed oggettiva». 

In sala giunta, a Palazzo Isimbardi, erano presenti anche i 37 precari della ex provincia che a fine anno rischiamo la perdita del posto di lavoro. La legge Del Rio vieta, infatti, il rinnovo di contratti a tempo determinato ed è al governo che è stata indirizzata la lettera del vicesindaco Censi con la quale chiede almeno un ulteriore anno di lavoro per i 37 dipendenti: «La Città Metropolitana - ha dichiarato Censi - sarebbe in grado di stabilizzarli stando nel 30% di diminuzione del personale». Qui l'articolo: "I precari della Città Metropolitana ancora in mobilitazione"

Nel video l'intervista al vice sindaco Arianna Censi in cui valuta come positivo il modello di collaborazione tra i Comuni dell'Alto Milanese.

(Valeria Arini)