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Profughi: «Parabiago non ha più spazi»

Accoglienza profughi: dopo l'appello del sindaco di Legnano Alberto Centinaio alla condivisione dell'emergenza sul territorio, arrivano le prime risposte da parte dei colleghi.

Dopo avere affrontato il tema del possibile arrivo di 300 persone nell'ex Caserma Cadorna nella conferenza dei Sindaci dell’area omogenea Alto Milanese, il primo cittadino di Parabiago Raffaele Cucchi dichiara di «non avere a disposizione spazi pubblici idonei per accogliere i profughi con dignità». «Anche le parrocchie - aggiunge -  si sono già mosse in questa direzione accogliendo 12 minori non accompagnati ed esaurendo i locali che avevano a disposizione. Non possiamo inoltre ignorare che ci sono troppi parabiaghesi che ci chiedono una casa e ai quali, con molta difficoltà, riusciamo a dare delle risposte».

L'amministrazione comunale esprime pertanto «contrarietà a questo nuovo insediamento di 300 profughi accentrati presso la Caserma di Legnano, un parere contrario dettato anche dalla mancanza di una vera e propria motivazione e metodo, perchè dietro a questa scelta non c’è un’analisi del territorio e nemmeno una valutazione di quanti profughi abbiamo già accolto, ma semplicemente la decisione, calata dall'alto, del Ministero "romano" di utilizzare le Caserme vuote per dare risposta all’emergenza, ribadiamo con forza che  che «il nostro territorio è già saturo e ha già dato prova di accoglienza».

Raffaele Cucchi domanda «perché proprio nel territorio di Legnano già pieno? Se non ci si pone un metodo di condivisione della problematica con tutti i 134 comuni della Città Metropolitana sin da subito, finisce che oggi arrivano nel legnanese 300 profughi, domani 500 e così via». 

E lancia una provocazione a quei sindaci (11 su 22) che non erano presenti alla conferenza dei sindaci: «Nonostante il nostro dissenso, siamo stati presenti all’incontro tra Sindaci per affrontare il problema insieme agli altri comuni cercando di far comprendere la nostra posizione differente e fuori dal coro. Ci chiediamo: e i comuni assenti? Sono stati ben 11! E’ questo l’interesse di certe amministrazioni che a parole fanno dell'accoglienza il loro vessillo, ma poi quando si tratta di affrontare concretamente il problema nei fatti non ci sono? Allora faccio una provocazione e propongo che siano i comuni che sono stati assenti alla discussione a prendersi in carico tutti i profughi che arriveranno dal Prefetto, se non c'erano, il loro contributo è stato pari a zero e per me questo significa essere indifferenti alla questione».

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