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Verso la Missione: "Dio a modo mio"

“Un Dio privato, di proprietà del singolo, un dio-fai-da-te”: è uno degli elementi che emergono da “Dio a modo mio. Giovani e fede in Italia”, ricerca promossa dall’Istituto Giuseppe Toniolo di Studi superiori, ente fondatore dell’Università Cattolica. La “religione dei Millennials” (giovani nati fra la fine degli anni ’80 e i primi anni del 2000) è al centro dell’incontro che si terrà questa sera (ore 21) nell’aula magna del Liceo Galilei, uno degli appuntamenti che preparano la Missione cittadina che la Chiesa di Legnano vivrà in ottobre. Relatrice della serata Paola Bignardi, responsabile della ricerca, esperta di temi educativi, autore di numerosi volumi sull’educazione e il pianeta-giovani, già presidente nazionale dell’Azione cattolica italiana.

Numerosi, e spesso “spiazzanti”, i giudizi espressi dagli under30 sulla fede, la Chiesa, i valori, la vita di ogni giorno, la famiglia: argomenti sui quali la stessa Chiesa legnanese si sta interrogando in relazione alla propria missione evangelizzatrice. 

I giovani intervistati raccontano, ad esempio, il percorso di iniziazione cristiana, “mettendo in luce – spiegano i ricercatori – soprattutto la sua obbligatorietà”. Frequentare il “catechismo” ha significato l’apprendimento “di regole e principi”; è diffusa la critica al “catechismo come trasmissione di un sapere codificato” e “una serie di regole da seguire”. I luoghi di cui più spesso i ragazzi nutrono “un buon ricordo sono la parrocchia e l’oratorio”, ma più in generale quelli dove “c’erano altri ragazzi della mia età”, dove è possibile la “costruzione di un gruppo di pari con i quali crescere” (coro, associazione, scout…). Spesso dopo Comunione e Cresima i giovani abbandonano la vita della comunità e i momenti formativi da essa proposti. Mentre è da molti considerata “fondamentale la figura del sacerdote che segue i ragazzi: può diventare determinante nella scelta di rimanere nella comunità”. 

Sui giovani esercita un fascino speciale la figura di papa Francesco, “perché parla il linguaggio della semplicità” e indica una chiesa “povera tra i poveri” e rilancia temi quali la fiducia, la misericordia. La fede comunque è, per molti giovani, una “cosa seria”: essa deve incidere nella vita di ogni giorno.
I giovani chiedono peraltro agli adulti di “rispettare i loro percorsi anche se tortuosi e non standard”; di “offrire loro criteri di scelta più che norme rigide da seguire”; e, non di meno, di “essere testimoni coerenti”.

Una ricerca su giovani e fede naturalmente non può trascurare il quadro generale della loro esistenza: famiglia, affetti, scuola, timori, visione della società e della politica. Argomenti, questi, inseriti nel più ampio contesto del “Rapporto giovani 2016”, realizzato sempre da Istituto Toniolo e Università Cattolica di Milano. 

Gianni Borsa, coordinatore cittadino Missione Francescana - Legnano 2016