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Polis: tre serate e nove “questioni scomode”

Eccoci ai blocchi di partenza per la prossima campagna elettorale. Polis Legnano organizza una serie di incontri sulle politiche per il futuro di Legnano. «Alzi la mano chi ci ha capito davvero qualcosa nella trafila di corsi e ricorsi giudiziari che hanno arroventato il clima politico legnanese negli ultimi 6 mesi dell’anno passato - scrive Polis nella presentazione degli incontru  -Noi non abbiamo tutto chiaro, ma di sicuro abbiamo capito che l’ostinata testardaggine della Lega cittadina ha fatto perdere mesi e mesi alla nostra città».  Mesi che si sarebbero potuti utilizzare per preparare idee e schieramenti in vista delle elezioni stesse; mesi spesi anche per riflessioni, incontri, manifestazioni per affermare un principio base della convivenza democratica: la legalità e il rispetto delle regole sancite dalla Costituzione, dalle leggi, dalla buona politica. A Legnano ha svolto un ruolo essenziale in questo senso il Comitato per la legalità. Alla fine, comunque, la città dovrebbe essere chiamata alle urne in questo 2020. Ma come, con chi (liste, schieramenti…) e per che cosa è tutt’altro che chiaro». Di seguito la presentazione delle serate

Chi ha il coraggio di dirlo?

Per spingere soprattutto le forze politiche a riflettere e a confrontarsi su temi che nei prossimi anni avranno un impatto decisivo per il futuro della città, l’associazione culturale e politica Polis propone in apertura di 2020 tre incontri dal titolo “non convenzionale”: Chi ha il coraggio di dirlo? 3 temi x 3 serate = 9 questioni scomode che segneranno il futuro di Legnano e di cui (quasi) nessun politico vorrà parlarci.

Tre serate, dunque, per fermarsi a riflettere attraverso tre domande specifiche su tematiche complesse che difficilmente un programma elettorale può affrontare, perché richiedono visione, risorse, alleanze sociali e azioni di lungo periodo e – spesso – scelte che possono essere impopolari nel breve periodo.

      Quale economia

Nella prima serata (il 17 gennaio – si veda il programma dettagliato a parte) parleremo di Scenari di sviluppo (in)sostenibile: dall’industria che fu all’economia che sarà, cercando di capire quali possono essere le possibilità per una città come la nostra di trovare una vocazione socio-economica che dia fiato a un progetto di sviluppo e di coesione sociale di lungo respiro, ambientalmente e socialmente sostenibile, in grado di aggregare forze e risorse che vadano oltre gli slogan delle campagne elettorali e l’orizzonte del mandato del sindaco di turno, per dare futuro alle tante aree dismesse della nostra città, creare lavoro, opportunità per i giovani e qualità di vita.

Il volto di Legnano

Nella seconda serata (31 gennaio) cercheremo di sviluppare una riflessione su L’insostenibile leggerezza dell’essere… una città multiculturale. Piaccia o no, Legnano è sempre più una città aperta e multiculturale: a fine 2018 i cittadini stranieri registrati in anagrafe avevano superato quota 7.100, pari al 12% dei residenti. Nelle scuole legnanesi oggi è ormai normale trovare classi al 50% composte da alunni “stranieri”: figli di immigrati negli anni ‘90 e 2000 che parlano, pensano, sognano e vivono italiano, ma italiani – ufficialmente – non sono ancora. Apertura e multiculturalità, che per noi sono fattori positivi per la vita di una comunità che guarda al futuro, portano tuttavia dei “costi” che vanno affrontati… come un peso inutile per alcuni, come investimento per il futuro secondo altri.

Governance territoriale

E infine, nella terza serata (21 febbraio), vorremmo lanciare una domanda e un confronto su come sia possibile Governare una città di 180.000 abitanti da un Comune di 60.000… mission impossible? Infatti se guardiamo Legnano come il centro di un distretto Legnanese abitato da 180.000 abitanti, siamo al centro della terza città di Lombardia, dopo Brescia, prima di Monza e Bergamo… Eppure il governo del nostro territorio è distribuito tra 11 enti comunali, che si relazionano con una Città metropolitana che ferma i suoi confini a Castellanza e non riesce a creare forme di governance forti e in grado di fornire una regia sostanziale allo sviluppo di servizi e opere. La frammentazione del territorio ci ha fatto perdere nei decenni moltissime opportunità di investimenti e di sviluppi infrastrutturali: l’esito più evidente è lo stato pietoso delle infrastrutture viabilistiche interurbane, lo stato della ferrovia, il sottosviluppo dei mezzi di trasporto pubblico… La complessità dei fenomeni che la politica Legnanese oggi deve governare si contrappone alla scarsità dei mezzi che un Comune di 60.000 abitanti ha nelle proprie mani. Come uscirne?

Nuova visione di città

Pensiamo che chiunque si candiderà alle prossime elezioni dovrebbe assumere responsabilmente e consapevolmente l’onere non già di rispondere da solo a queste domande (epocali per il futuro della nostra comunità), ma almeno di provare a proporre una visione su come prenderle in carico e avviare processi di convergenza e di lavoro di lungo periodo.

Perché Legnano, oggi, ha bisogno di ripartire e di rimettere insieme tutti coloro che vogliono dare il meglio di sé per tirare fuori il meglio di questa nostra città.


Il programma

Ogni incontro prevede la relazione introduttiva di un esperto, seguita dall’intervento di un “discussant” e dal dibattito fra i presenti.

Venerdì 17 gennaio: Scenari di sviluppo (in)sostenibile: dall’industria che fu all’economia che sarà (relatore Alberto Mazzucchelli, urbanista; discussant Gianni Geroldi, economista).

Venerdì 31 gennaio: L’insostenibile leggerezza dell’essere… una città multiculturale (relatore Maurizio Ambrosini, sociologo; discussant Gian Piero Colombo, funzionario servizi sociali).

Venerdì 21 febbraio: Governare una città di 180.000 abitanti da un Comune di 60.000… Mission impossible? (relatore Franco Sacchi, direttore Centro studi Pim Milano;discussant Walter Cecchin, presidente Conferenza dei Sindaci dell’Alto Milanese).

Gli incontri si terranno presso lo SPAZIO INCONTRO CANAZZA, via Colombes 69 - Legnano (ore 21.00-23.00).

L’invito è rivolto a tutta la cittadinanza, alle associazioni, alle forze sociali e politiche (partiti, liste civiche, movimenti).

Associazione Polis