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Giudice di Pace, anche i sindacati contro il trasferimento alla Agenzia delle Entrate

Dopo l'avvocato Franco Brumana, candidato del movimento Costituente civico, e gli "Avvocati legnanesi in associazione", oggi anche i sindacati manifestano perplessità per l'eventuale trasferimento dell'Ufficio del Giudice di Pace all'Agenzia delle Entrate.

      A seguito di notizie di stampa e di una prossima riforma che nel 2021 aumenterà la mole di lavoro per il Giudice di Pace, l'avv. Brumana scriveva che l'Ufficio "dovrà disporre di una superficie molto più ampia dell'attuale e di quella simile che potrebbe occupare presso l'Agenzia delle Entrate". Per questa ragione, concludeva il legale "Legnano deve programmare con adeguato anticipo un edificio idoneo per dimensioni, per accessibilità, per disponibilità di parcheggi e per prestigio". Secondo Brumana, la sede idonea sarebbe, senza alcun dubbio, l'ex Tribunale di via Gilardelli.

Gli faceva eco l'avv. Paola Cervini in rappresentanza degli "Avvocati legnanesi in associazione": "La sede dell'ex sezione staccata del Tribunale è prestigiosa, ampia, facilmente accessibile anche da chi utilizza i mezzi pubblici e noi cittadini di Legnano ben ricordiamo anche quanto il funzionamento dell'ex Tribunale rendesse sicuramente più "vivo" il centro cittadino".

Oggi, come detto, anche il mondo sindacale manifesta dubbi e perplessità. L'occasione è data dalla assemblea del personale della Agenzia delle entrate di Legnano, domani, giovedì 23 gennaio, dalle 10 alle 12, per manifestare preoccupazione nei confronti della operatività e della occupazione: "Una situazione particolare - leggiamo nella nota diffusa da  FP Cgil, Cisl FP,  Uil PA, Confsal Unsa, Flp.-riguarda la funzionalità dell’Ufficio Territoriale di Legnano: l’ipotesi di condivisione degli spazi con l’Ufficio del Giudice di Pace suscita perplessità e preoccupazione per la presenza in un’unica sede di due uffici con un’utenza diversificata, con il  possibile sovraffollamento nelle stanze, la necessità di accessi separati e distinti non facilmente realizzabile, gli orari di apertura, problemi  in termini di sicurezza del personale e dell’ufficio". Così,  I delegati sindacali consegneranno al Commissario prefettizio un ordine del giorno nel quale manifesteranno le loro preoccupazioni e chiederanno chiarimenti alla Direzione Regionale dell’Agenzia delle Entrate.