"Stop al cyberbullismo", studenti a lezione dal magistrato

Sviluppare il senso di responsabilità tra gli adolescenti e contrastare sul nascere il cyberbullismo. Questo il focus della lezione di oggi, giovedì 16 gennaio, all'Istituto Dante Alighieri tenuta dal magistrato Leonardo Lesti, sostituto procuratore della Repubblica del Tribunale di Milano.

   Un relatore d'eccezione che ha spiegato le conseguenze in termini legali e sociali delle molteplici azioni di bullismo. Il magistrato, conosciuto fra l’altro per essersi occupato del cosiddetto "caso Antinori" (malasanità) e del disastro ferroviario di Pioltello di gennaio 2018, ha saputo conquistare l'attenzione della sua giovane platea, composta dagli studenti delle sei classi terze. 

«Certi atteggiamenti e comportamenti - ha spiegato il dottor Lesti - potrebbero essere assunti anche in giovanissima età. Quella che stanno attraversando questi studenti è una fase delicata della vita, soprattutto perchè la loro personalità è proprio in formazione. Incontri, come questo, possono essere utili a indicare i percorsi da seguire per evitare conivolgimenti dannosi. L'aiuto che si può offrrire deve avvenire con termini semplici, comunque importante è parlarne».

Ad introdurre l'incontro, il neo dirigente scolastico, prof. Simone Finotti: «Se adesso siamo in una scuola in cui si può lavorare bene e in serenità, è soprattutto per merito dell'attenzione sviluppata negli anni su questo tipo di problemi, tipici della vostra età. Non dovete avere paura di parlare con gli insegnati e con i vostri genitori, ricordatevi che quelli che a voi possono sembrare problemi irrisolvibili in realtà possono sparire con una parola»

A margine dell'incontro, il dirigente ha espresso l'intenzione di coinvolgere maggiormente i genitori degli alunni in progetti futuri dedicati anche al contrasto del cyberbullismo: «È importante fare rete - ha spiegato Finotti -. Questa è un'età delicata, si passa dal mondo dei giochi a quello degli adulti. Risulta, quindi, fondamentale accrescere la loro consapevolezza»

(Gea Somazzi)