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70 anni fa come oggi, la Costituzione ci unisce

Settanta anni dopo la Costituzione come vita e voce di un popolo. Marta Cartabia, vicepresidente della Corte Costituzionale, sangiorgese di origine, ha incontrato oggi (5 maggio) alla Sala Ratti di corso Magenta, gli studenti del Bernocchi nell'ambito di un percorso di cittadinanza ed educazione civica. 

Nessuna dichiarazione politica (in queste ore il nome di Marta Cartabia compare tra i possibili Premier incaricati dal Presidente della Repubblica per un governo Istituzionale-Tecnico), ma un'intensa ed appassionata lezione su quella che è stata più volte chiamata, riprendendo le parole di Giorgio La Pira, la nostra «Casa Comune».

Un messaggio, però, è stato lanciato: se nel dopoguerra con partiti con visioni politiche profondamente diverse tra loro (molto più di oggi) si è riusciti a dare vita a una Costituzione condivisa, per costruire un Paese accogliente per tutti, anche oggi è auspicabile e possibile «trovare l'energia per collaborare con l'altro, anche se questo dissente, e superare questa fase di difficoltà in cui c'è bisogno di fare funzionare una Repubblica». Importante allora ricordare come è nata la nostra Costituzione, «un controcanto rispetto alla musica che era stata suonata dallo Stato Totalitario», rimasta poi colonna portante della nostra Repubblica per tutti gli anni a venire. 

Fondamentale, in questo, il ruolo della Corte Costituzionale chiamata a controllare le leggi affinchè queste rispettino i principi costituzionali, inquadrandoli nel contesto di oggi. Nel 2018, il termine "cittadini" scritto nell'articolo 3 della Costituzione, ad esempio, è da interpretare in modo diverso  rispetto a 70 anni fa, altrimenti si andrebbero ad escludere tutti gli stranieri dal principio di eguaglianza. La Corte Costituzionale ha dichiarato illegittima l'aggravante di clandestinità introdotta con il primo pacchetto sicurezza del 2008 del Governo di allora, così come ha dichiarato incostituzionale l’esclusione degli stranieri dal servizio civile, «in quanto veniva privato loro il diritto di esercitare un dovere e di sentirsi parte solidale di una comunità». Questi solo alcuni degli esempi concreti citati per spiegare ai ragazzi presenti in sala quanto sia viva la nostra Costituzione, «un programma, un ideale, un impegno di lavoro da compiere insieme».

Oltre alla preside dell'Istituto, Annalisa Wagner, che ha ricordato quanto siano importanti questi momenti di confronto per una scuola viva e attenta, erano presenti la docente Simona Casaroli, l'assessore alle politiche educative, Ilaria Ceroni e il presidente di Confindustria Alto Milanere, Giuseppe Scarpa. Da quest'ultimo l'auspicio «si possa al più presto avere un Governo che riesca a dare vita a riforme che rendano più snella la macchina operativa del Paese»