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Sergio Breda in pensione: «Lascio una scuola stabile e vitale»

Sergio Breda lascia la dirigenza dell'Istituto Carlo Dell'Acqua. È arrivato per lui il momento della meritata pensione dopo 40 anni di carriera, di cui sette trascorsi al timone della scuola legnanese.

Come ha vissuto questi anni?

Sono stati anni doppiamente intensi per tutti i cambiamenti che si sono verificati fino a due anni fa. Mi riferisco ai lavori di ristrutturazione dell'istituto che quest'anno ha compiuto 100 anni. Sono salito su un treno in corsa: per diversi anni gli alunni sono stati infatti divisi tra la sede principale e quelle distaccata di via Calini e di via Cantù. Nonostante le difficoltà logistiche, grazie al lavoro di tutti, posso però affermare che la qualità dell'istruzione è sempre stata garantita al meglio. Nel 2012 è stata consegnata la prima ala ristrutturata, nel 2014, finalmente, è stato inaugurato l'intero istituto.

Come è cambiata la scuola?

Sono aumentati gli studenti iscritti ai diversi indirizzi scolastici, tanto che per il prossimo anno la scuola ha raggiunto la sua massima capienza in termini di spazi. Quello a cui tengo con particolare affetto sono i corsi del serale, anche questi particolarmente frequentati: attualmente abbiamo 19 classi di serale, cinque in più rispetto agli anni passati. Accanto ai tradizionali indirizzi si sono aggiunti turistico e artistico. Il nostro obiettivo alto è la lotta alla dispersione scolastica e, grazie anche alla nuova collaborazione con il Cpia per adulti, i nuovi orari più a misura di lavoratori e il riconoscimento delle competenze agli studenti, i risultati sono positivi. 

Per quanto riguarda il diurno?

Il diurno prosegue nella norma con i suoi indirizzi di studio ormai collaudati: quello economico, la vecchia ragioneria per intenderci, è sempre il più gettonato. In calo, con un solo corso, invece, la declinazione moderna del geometra (costruzione, ambiente e territorio), stabile il liceo artistico e il turistico che offre molti sbocchi anche sul territorio. Ci sono poi i corsi post diploma della Regione che - dati Eduscopio - permettono al 40% dei frequentanti di essere assunti entro la fine del percorso formativo. In generale il 40% dei diplomati sceglie di iscriversi all'università. 

Le dispiace lasciare l'insegnamento?

L'aspetto affettivo c'è, non lo posso negaree, ma dopo 40 anni è giusto mettere un termine alla carriera. Sono sereno nel lasciare al nuovo dirigente scolastico, la cui nomina sarà comunicata a breve dal Miur, un istituto stabile, sia dal punto di vista della formazione che strutturale. Una scuola molto articolata, grazie ad un corpo docente motivato che continua a proporre progetti e iniziative. Sono convinto che la scuola non deve essere solo un luogo dove studiare ma anche dove trovare spazio per esprimersi. Il mio motto è: "Devi venire a scuola volentieri" e spero continui ad essere così».

Fino a quando la macchina organizzativa per il nuovo anno non sarà pronta in ogni aspetto per passare nelle mani del successore, Breda non lascerà la sua scuola dove ancora sta lavorando ogni giorno in attesa della consegna: «Poi si vedrà, vivrò alla giornata». 

In pensione anche la vicepreside, Nicoletta Donelli, altro pilastro dello storico istituto.

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