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Droga e disturbi psichiatrici "viaggiano" in coppia tra i giovani

Droga e disturbi psichiatrici spesso "viaggiano" insieme e anche nel Legnanese ci sono numerosi giovani che "bussano" alla porta del dipartimento di Salute Mentale e delle Dipendenze dell'Asst Milano Ovest per chiedere aiuto. Questi casi, secondo il dottor Ernestino Gola direttore della UC Dipendenze dell'Asst Ovest Milanese, rappresentano la così detta "doppia diagnosi" che può manifestarsi come una «forma di disagio esistenziale, espresso con un rapporto anomalo con sostanze o abitudini (ripetizione, abuso e dipendenza), o con manifestazioni psicopatologiche o disfunzionali».

Ma, attenzione, non è la semplice assunzione di una sostanza psicoattiva che determina un disturbo da uso di sostanze «ma il rapporto, profondo, discontrollato e negativo, che - spiega il dottor Gola - si può determinare tra la sostanza e la persona che ne fa uso».

Secondo gli specialisti l'opinione pubblica sembra aver sviluppato una sorta di tolleranza rispetto al consumo delle droghe e nel contempo ha consolidato la convinzione che farmaci, in grado di alterare lo stato mentale, siano meno impattanti. Circa un quarto dei pazienti in carico per problemi di uso di sostanze o per gioco d’azzardo patologico soffre anche di problemi psichiatrici, di vario livello di gravità. «Da diversi anni, per la cura di queste persone abbiamo sviluppando percorsi di cura condivisi ed integrati tra i servizi per e dipendenze ed i servizi per la salute mentale, che sono riuniti in un unico dipartimento». 

     I giovani che chiedono aiuto, in modo diretto o indiretto, cercano di uscire da una situazione di sofferenza emotiva «molti di essi assumono sostanze, ma spesso non si tratta di dipendenza, bensì di comportamenti condivisi - spiega il dottor Gola -. L'utilizzo di droga in compagnia per soddisfare diversi bisogni: miglioramento delle performances, l'autopromozione sociale, oppure, per tranquillizzarsi. Nell'elenco non manca la volontà di omologarsi al gruppo, la fuga dalla noia e infine c'è anche l'autogestione di sintomi psichici emergenti». A questi casi si aggiungono quelli che hanno effettivi segnali di disagio psichico, sofferenza emotiva, anomalie comportamentali o una sospensione del percorso formativo o evolutivo. 

In alcuni casi, precisa il medico, l’assunzione di una sostanza (ad esempio gli stimolanti, ma anche la cannabis, specie in adolescenza) fa emergere una patologia psichiatrica che «era presente allo stato latente, senza manifestarsi in modo evidente: si dice in tal caso, che l’uso della sostanza slatentizza una patologia psichiatrica». In altri casi, invece, l’uso di sostanze - assunte casualmente dalla persona nel corso della propria vita - sono riconosciute come utili «per gli effetti indotti, in una sorta di autoterapia di alcune patologie psichiatriche non riconosciute come tali, ad esempio l’uso di stimolanti, come la cocaina, da parte di persone depresse».

La "doppia diagnosi" può essere una semplice casuale contemporaneità di due condizioni: dipendenza e disagio mentale. «Entrambe - specifica il dottor Gola - influenzano l’una sull’altra peggiorando il quadro complessivo, ma, in alcuni casi, interagiscono reciprocamente in modo più complesso».

(Gea Somazzi)