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La musica come medicina contro le malattie degenerative

Ballare e cantare seguendo la musica, una vera medicina per i pazienti con malattie degenerative. Proprio così, la musicoterapia contribuisce a migliorare la salute fisica e mentale nelle persone affette da patologie come il morbo di Parkinson. A sostenerlo la dottoressa Patrizia Perrone, direttore del Dipartimento di Neuroscienze dell’ASST Ovest Milanese intervenuta durante il convegno “Musica e neurologia”. 

Convegno, tenutosi a Palazzo della Regione di Milano, al quale hanno partecipato primari neurologi e neurochirurghi dei principali Ospedali lombardi. La giornata è stata organizzata dall’Assessorato alle Culture, Identità e Autonomie, insieme al Polo Neurologico Brianteo, alla Società Italiana di Scienze Neurologiche Ospedaliere (SNO) e alla Fondazione Giancarlo Pallavicini.

I clinici hanno presentato le loro relazioni sui legami fra musica e malattie degenerative in un simposio inconsueto, dimostrando nel contempo che gli Ospedali (oltre a essere luoghi di cura e di lavoro) sono aree di alto impegno sociale, dove anche le tradizioni e i valori culturali più profondi trovano modo di manifestarsi quotidianamente.

«La musica risulta efficace per fini terapeutici - spiega la dottoressa Perrone -. Secondo gli studi clinici svolti in casi di demenza  comporta il miglioramento della depressione, la diminuzione del wandering e aiuta la fluidità del linguaggio». Come precisa il medico l'ascolto passivo, va evitato, accentua la sonnolenza e inattività. È invece indicata l’associazione con attività fisica, ad esempio canto, ballo, «seguire ilritmo con battito di mani o anche momenti di conversazione e ricordo di esperienze musicali passate».

È stato dimostrato che nei pazienti con Alzheimer la musicoterapia «ha portato a una riduzione statisticamente significativa dei sintomi depressivi - afferma il medico Perrone - e del carico assistenziale del caregiver. Nel morbo di Parkinson, invece, la musica diventa uno stimolo emotivo positivo, riduce la tensione, rende possibili attività giocose. Migliora le capacità deambulatorie compensa il deficit di ritmo interno. Attiva il sistema limbico oltre che modula l'intensità e la durata delle attività». 

Anche la componente emotiva vine curata dalle note musicali: «le performances motorie vengono accompagnate da musiche evocative e stimolanti, abbinate ritmicamente ad esse - precisa la dottoressa -. Ulteriore obiettivo delle attività è rendere piacevole e gratificante il momento in cui si articola la sessione di lavoro: in questo modo la lezione non viene percepita come noiosa e obbligatoria ma diventa un momento piacevole della giornata. Quindi, la musicoterapia, adattata alle caratteristiche del singolo paziente, periodica e svolta con continuità, può essere considerata un importante strumento per migliorare la qualità di vita, l'attività sociale e le performances motorie nei pazienti con morbo di Parkinson»

Da segnalare che sul territorio di Legnano, questa sepciale terapia, viene applicata ai pazienti con morbo di Parkinson nell’associazione ASPI (Associazione Parkinson Insubria Onlus): qui tutti i lunedì vengono organizzati pomeriggi ad hoc proprio rivolti a questi malati.

(Gea Somazzi)