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Rescaldina, M5S contro l'ingresso del comune in Euro.PA

Che la scelta della giunta Cattaneo di entrare a far parte della compagine sociale di Euro.PA non andasse a genio al Movimento 5 Stelle, era già chiaro fin da quando il Parlamentino rescaldinese era stato chiamato ad approvare l'ingresso nella multiservizi. E ad ingresso ormai avvenuto, i pentastellati sono tornati a dare voce alle proprie perplessità.

In primis, la scelta di investire 26.783 euro per l'adesione, «a cui seguiranno i costi per l'erogazione dei servizi che il comune intenderà richiedere alla società, il primo dei quali è l'affidamento della gestione degli alloggi E.R.P. del comune», che il M5S è sicuro «sarà solo il primo di molti altri»: una scelta presa dall'amministrazione targata Vivere Rescaldina «nonostante il comune sia già dotato di una propria società nultiservizi (ASMR)», indice per i pentastellati della «volontà di questa giunta, ormai palesemente collocata nell'alveo della destra liberista, di svuotare di contenuti e prerogative l'amministrazione del paese, a vantaggio di gruppi societari sovracomunali».
Gia durante la seduta consiliare che aveva l'adesione tra i punti all'ordine del giorno, peraltro, il capogruppo Massimo Oggioni aveva sottolineato che la cifra prevista per l'ingresso e per il conferimento del servizio avrebbe potuto «consentire l'assunzione di una persona a tempo pieno nell'azienda di cui già siamo dotati, che opportunamente formata potrebbe svolgere questo servizio in maniera interna e potrebbe occuparsi anche di altri servizi».

Sempre in sede consiliare, i pentastellati avevano sottolineato che, se è vero che Euro.Pa «prevede un controllo analogo dove tutti valgono uno, è anche vero che nell'assemblea dei soci si vota per peso»: circostanza che secondo il M5S "ridimensiona" Rescaldina «rispetto ad altri soci che hanno un potere maggiore, ricreando uno scenario simile a quello di Accam, per cui c'è la possibilità di controllo ma ci sono anche grandi difficoltà a mantenere il timone».

(Leda Mocchetti)