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Un tuffo nell'Inghiiterra anni 30: "La ricamatrice di Winchester"

La ricamatrice di Winchester
di Tracy Chevalier
ed. Neri Pozza
€ 18,00


Tracy Chevalier è in assoluto la mia scrittrice di romanzi storici preferita, perchè riesce sempre a trovare spunti originali, prospettive inusuali e fatti poco noti che danno il via a romanzi pieni di fascino
ed atmosfera, capaci di trasportare il lettore nell'epoca che descrivono. 

Nel ventesimo anniversario della pubblicazione de "La ragazza con l'orecchino di perla", Tracy ci regala l'appassionante storia di una donna - Violet Speedwell - che cerca libertà ed affermazione, nonostante per la società inglese dei primi anni Trenta lei sia soltanto un'inutile zitella. Violet, infatti, ha trentotto anni , e come tante altre ragazze ha visto il suo sogno d'amore infrangersi a causa della Grande Guerra: il suo fidanzato, Laurence, è caduto a Passchendaele insieme a migliaia di altri soldati, e ora le «donne in eccedenza» come lei, donne rimaste nubili e con scarse probabilità di convolare a nozze, sono ritenute  una vera e propria tragedia per una società basata sul matrimonio.
Alla morte di Laurence, Violet decide di lasciare la casa di famiglia di Southampton e le lamentele della sua soffocante madre, ferma all’idea che dovere di una figlia non sposata sia quello di servire e riverire i genitori. Il suo più grande desiderio è vivere contando sulle proprie forze, senza per forza arrendersi a un matrimonio di convenienza o a un destino da dama di compagnia.

Trasferitasi nella più grande e moderna Winchester, Violet riesce in breve tempo a trovare lavoro come dattilografa per una compagnia di assicurazione, e ad aver accesso a un’istituzione rinomata in città: l’associazione delle ricamatrici della cattedrale.
Fondata dalla signorina Louisa Pesel e diretta con pugno di ferro dall’implacabile signora Biggins, l’associazione, ispirata a una gilda medievale, si richiama a un’antica tradizione: il ricamo di cuscini per i fedeli, vere e proprie opere d’arte destinate a durare nei secoli.
Sebbene la Grande Guerra abbia mostrato a Violet come ogni cosa sia effimera, l’idea di creare con le proprie mani qualcosa che sopravviva allo scorrere del tempo rappresenta, per lei, una tentazione irresistibile.

Mentre impara la difficile arte del ricamo, Violet stringe amicizia con l’esuberante Gilda, i capelli tagliati alla maschietta, la parlantina svelta e un segreto ben celato dietro i modi affabili, e fa la
conoscenza di Arthur, il campanaro dagli occhi azzurri e luminosi come schegge di vetro. Due incontri capaci di risvegliare in lei la consapevolezza che ogni destino può essere sovvertito se si ha il coraggio di sfidare i pregiudizi del tempo. Due incontri che insegnano anche che basta a volte un solo filo per cambiare l’intera trama di una vita.

Un libro che parla di coraggio e autostima, di intraprendenza e volontà: un messaggio modernissimo che arriva limpido dalla voce di una protagonista che stenterete a dimenticare.

Bellissimo.

Amanda Colombo