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I mille volti del male a Milano hanno in comune "Il sapore del sangue"

Il sapore del sangue
di Gianni Biondillo
ed. Guanda
€ 18,00


Torna Gianni Biondillo con il suo ispettore Ferraro: antieroe per eccellenza, pigro e un po' indolente, padre di una figlia ormai grande ed ex marito ancora innamorato. Torna Biondillo per raccontarci la sua, la nostra Milano: le periferie un po' dimenticate - troppo lontane dalle luci delle vetrine e dei palazzi che svettano verso il cielo, imbruttite dal troppo uso, dalla troppa vita che ci scorre dentro - e la Milano più "smart", quella cresciuta intorno al Duomo con le vie eleganti e signorili, i grattacieli e la zona più nuova e moderna (quella di piazza Gae Aulenti e i grattacieli di Citylife, dove abita uno dei protagonisti) e le vetrine del Quadrilatero della Moda. Milano che è una città dinamica, multietnica, dalle mille facce, con mille dialetti e mille voci. E con ancora troppi problemi da risolvere.

Ma non è a questo che pensa l'uomo che esce dal carcere di San Vittore, in una fredda mattina invernale. È solo, nessuno lo sta aspettando. Si chiama Sasà, e dopo quasi cinque anni di cella finalmente può fermarsi a guardare il cielo sopra Milano. Deve tornare a casa, però, e in fretta: a Quarto Oggiaro, dalla moglie Anna e dalla piccola Chiara. Ha un piano e pochi giorni per metterlo in pratica: recuperare il denaro che aveva nascosto, prendere moglie e figlia e sparire, prima che qualcuno – magari qualche suo vecchio «amico» – lo faccia sì sparire, ma dalla faccia della terra. Nel suo passato ci sono traffici di droga fra Napoli e la Germania, omicidi per conto della ’ndrangheta, ricatti e alta finanza. Una vita vissuta al massimo, in modo iperbolico - da ragazzo svogliato stravaccato sull'ultimo banco in fondo, a cavallo della droga per una delle più importanti famiglie di trafficanti a spietato killer di mafia - e in modo iperbolico conclusasi con una pena pesantissima.

E qui sta il mistero che dovrà risolvere Ferraro: Sasà era destinato a una pena di almeno trent’anni, come è potuto uscire di galera così presto e «legalmente»? Chi lo protegge, chi lavora per lui? O peggio, contro di lui? 

A indirizzare le sue indagini ha provveduto una telefonata di Augusto Lanza, ex collega ora dirigente, convinto che qualcosa di grosso stia per accadere. Così, in una metropoli sferzata da una bufera di neve, fra periferie abbandonate e nuovi grattacieli, fra chiese barocche e palestre di pugilato, Ferraro imparerà come un ragazzo qualsiasi sia diventato negli anni un efferato criminale. Dovrà cercare di catturare Sasà prima che venga di nuovo inebriato dal sapore del sangue. Al quale non ha mai saputo resistere. 

Un romanzo che parla di redenzione e vendetta, in cui la trama noir si mischia con quella a tinte più personali, che tocca le corde di ogni lettore.

Affascinante.

Amanda Colombo - Galleria del Libro