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Le mele di Leonardo

In questi giorni..di pioggia, preferisco non usare la bici.
Se in bicicletta si scoprono tante cose non osservabili in automobile che tutti ormai usano (rimanendo sempre più tempo chiusi in coda), devo dire che a piedi è   ancora più piacevole soffermarsi guardare..
Domenica tra un rovescio e l'altro, mi stavo recando al Leone da Perego, dove e' in corso la mostra su Leonardo (tante persone coinvolte e poca informazione al pubblico...saranno le solite rivalità che preferisco non sapere) ed ho notato in una aiuola  grandi piante cariche di tantissime mele color ruggine.
Ne ho raccolta qualcuna ,erano solide, sane ..e lavate per la pioggia. 
A casa dopo averle affettate ne ho apprezzato il profumo. Visto il buon profumo e la succosita" del frutto, l'ho  assaggiata....buona!
Torno alla mostra di Leonardo e dovendo fare da Cicerone (è  venuto anche il presidente Confindustria) spero di non avere conseguenze.
Parlo con altre persone e mostro le strane mele...non mi sanno dare risposte e mi invitano a dare mie notizie il giorno dopo a seguito della dichiarazione dell'assaggio che avevo fatto.
Non convinto ho chiesto ad amici che conoscono addirittura un luminare dei giardini dell'isola Madre sul lago Maggiore.
Ebbene riporto il verdetto e la foto
" È una pianta di nashi, il pero-melo giapponese. Ne esistono 4 varietà e maturano da agosto fino a novembre. I frutti sono commestibili e anche molto buoni. La pianta è molto produttiva e prende poche malattie".
Spero di riuscire a prendere ancora qualche mela... non prendetene troppe

Renato Ferrari