Questo sito utilizza cookie per le proprie funzionalità, se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Chiudendo questo banner o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie.

Elezione del gran maestro: "Giù le mani dalla schede bianche!"

Caro direttore un saluto.

In riferimento a quanto scritto da Franchi, in qualità di socio del Collegio, mi sento di fare qualche considerazione. In primis, per il momento lasciamo da parte la politica, anche perché la situazione è talmente caotica che non sappiamo ancora cosa succederà.

Riguardo al Collegio, organo apolitico come le contrade, siamo alle solite in vista delle elezioni per il gran maestro, che avrà avuto le sue ragioni per non ripresentarsi (forse anche quella di non avere i voti sufficienti per una rielezione). Esiste uno statuto in cui si evidenziano  le modalità delle  votazioni. Che senso ha eliminare le schede bianche che hanno un loro significato anche se  il candidato fosse unico? Dovrebbe ricordarsi che anche  due anni fa il candidato era unico e le schede bianche sono state tante. Poi qualche genio ha tirato in ballo la maggioranza relativa che non è scritta da nessuna parte. In verità alcuni soci hanno cercato di protestare ma senza alcun risultato. In passato altre volte si e' cercato di dare una interpretazione dello Statuto per favorire l'elezione di un candidato.

Da ultimo penso che esistano all'interno del Collegio Soci che abbiano le qualità per fare il Gran Maestro. Speriamo si facciano avanti.

Ancora un saluto.

Ruggero Sormani


(m. tajè) - Il riferimento di Rino Franchi alla necessità di eliminare la scheda bianca era proprio indirizzato alla Tornata di due anni fa, quando il voto di astensione venne interpretato in vario modo. La proposta di Franchi, quindi, è proprio per una scheda meglio articolata così da evidenziare in maniera chiara e precisa l'intendimento di chi esprime la proprio intenzione di voto. Una provocazione, riuscita, nello stile del past vice gran maestro che sta aprendo un dibattito nel mondo contradaiolo.