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Cade contro il dissuasore in cortile: nessun risarcimento per la condomina

In copertina, un'immagine di repertorio di dissuasori di parcheggio


Il dissuasore di parcheggio in cortile c'è, ma è ben visibile. E allora alla condomina che si fa male cadendo a causa della presenza dello strumento non è dovuto nessun risarcimento. A stabilirlo è la sesta sezione civile del Palazzaccio, chiamata in causa proprio dalla donna. 

La condomina si era rivolta al Tribunale di Sassari per chiedere il risaricmento dei danni subiti a causa della caduta. E i giudici sardi le avevano dato ragione, riconoscendole un risarcimento di oltre 50mila euro. La decisione però era stata ribaltata dalla Corte d'Appello di Cagliari, e così la donna ha deciso di rivolgersi al Palazzaccio, sostenendo che «l'ostacolo che aveva causato l'incidente era da ritenere di per sé insidioso in quanto sito in terra e non visibile, anche in considerazione della sua collocazione in una parte del cortile quasi sempre in ombra». 

Gli Ermellini, però, hanno sposato la tesi della Corte d'appello: i giudici di secondo grado, infatti, per la Suprema Corte hanno correttamente accertato che «il dissuasore di parcheggio causa dell'incidente non era un oggetto dotato di intrinseca pericolosità, che era visibile anche se non segnalato, che il sinistro si era verificato in orario di piena visibilità (le 19 di una giornata del mese di agosto) e che il luogo era ben noto alla donna, che risiedeva da molti anni in quello stabile condominiale». Insomma, tutti elementi a favore della tesi per cui la caduta avrebbe potuto essere evitata se la donna avesse prestato «un'ordinaria cautela e diligenza nel transitare nei luoghi a lei non estranei».

(Leda Mocchetti)