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Chiede un permesso per assistere la suocera ma va al mare: licenziato

Chiede un permesso per assistere la suocera - come previsto dalla legge 104/1992, ovvero la legge quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate -, ma poi passa la giornata al mare, lasciando la suocera a casa. E il licenziamento intimato dal datore di lavoro finisce davanti alla sesta sezione civile del Palazzaccio.

La Corte d'Appello di Napoli aveva già rigettato la domanda proposta dal dipendente per la declaratoria di illegittimità del licenziamento disciplinare, anche in base a quanto postato dall'uomo stesso sui social. Secondo la Corte partenopea, infatti, la presenza della suocera nell'appartamento che condivideva con il dipendente a Pozzuoli, mentre lui si trovava in un'altra località, era stata provata in modo lecito dall'accertamento dell'agenzia investigativa incaricata dalla società. I giudici di secondo grado avevano anche ritenuto acquisibili agli atti sia il materiale fotografico prodotto sia la dichiarazione testimoniale degli investigatori, «idonei a suffragare, anche in difetto di specificazione sulle fotografie della data e dell'orario dello scatto ed in presenza di altra testimonianza, valutata, peraltro, inattendibile, la circostanza e, conseguentemente, sussistente l'abuso e di gravità tale da risultare proporzionata l'irrogazione della sanzione espulsiva».

Le tesi dei giudici partenopei sono state accolte anche da Piazza Cavour. Gli Ermellini, infatti, hanno ritenuto corretta la valutazione del secondo grado di giudizio e rigettato il ricorso, di fatto confermando il licenziamento disciplinare.

(Leda Mocchetti)