Giornata mondiale della poesia, il poeta (secondo Shakespeare)

The poet's eye, in a fine frenzy rolling,
doth glance from heaven to Earth, from Earth to heaven;
and as imagination bodies forth
the forms of things unknown, the poet's pen
turns them to shape, and gives to airy nothing
a local habitation and a name.

L'occhio del poeta, roteando in sublime delirio,
va dal cielo alla terra e dalla terra al cielo;
e mentre la fantasia produce
forme ignote, la sua penna
le incarna, ed all'etereo nulla
dà dimora e nome.

William Shakespeare,
in Sogno di una notte di mezza estate, Atto V, Scena I, anno 1595
Traduzione tratta dall'edizione Garzanti del 2014 con prefazione, traduzione e note di Marcello Pagnini

Il 21 marzo inizia la primavera, è il compleanno di Alda Merini e si festeggia la Giornata mondiale della poesia. William Shakespeare, che di poesia ne sapeva qualcosa, la descrive come la capacità di dare forma a quello che forma non ha. La definizione arriva in Midsummer night's dream e a pronunciarla è Teseo (signore di Atene, che nel dramma deve sposare Ippolita, regina delle amazzoni). Il poeta è descritto insieme agli innamorati (che vedono "la beltà di Elena nel volto d'una zingara") e ai pazzi (che vedono "più demoni di quanti l'inferno ne contenga"). Una cosa accomuna queste tre categorie, secondo Teseo: essere composti da sole fantasie. Meglio, però, essere tutti un po' pazzi, un po' innamorati, un po' poeti. 

(Chiara Lazzati)