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Notte di San Lorenzo: "X agosto" di Giovanni Pascoli

San Lorenzo, io lo so perché tanto
di stelle per l'aria tranquilla
arde e cade, perché sì gran pianto
nel concavo cielo sfavilla.

Ritornava una rondine al tetto:
l'uccisero: cadde tra spini:
ella aveva nel becco un insetto:
la cena de' suoi rondinini.
 
Ora è là, come in croce, che tende
quel verme a quel cielo lontano;
e il suo nido è nell'ombra, che attende,
che pigola sempre più piano.
 
Anche un uomo tornava al suo nido:
l'uccisero: disse: Perdono;
e restò negli aperti occhi un grido:
portava due bambole in dono…
 
Ora là, nella casa romita,
lo aspettano, aspettano in vano:
egli immobile, attonito, addita
le bambole al cielo lontano.
 
E tu, Cielo, dall'alto dei mondi
sereni, infinito, immortale,
oh! d'un pianto di stelle lo inondi
quest'atomo opaco del Male!

Giovanni Pascoli

La Notte di San Lorenzo per Giovanni Pascoli era un momento di profondo dolore: proprio il 10 agosto fu ucciso il padre, Ruggero, di ritorno verso casa. Le circostanze dell'assassinio non furono mai chiarite del tutto. Il sospetto, però, è che all'uomo fu barbaramente tolta la vita con una fucilata di spalle mentre era alla guida del suo carretto poichè avrebbe ostacolato, in qualità di amministratore della tenuta dei principi di Torlonia, qualche malavitoso della zona, perchè qualcuno che voleva il suo posto di lavoro lo avrebbe eliminato come "concorrente" o per via di questioni politiche. Il delitto rimase irrisolto. E a distanza di 152 anni ancora regna il mistero. Quel che è certo è che la tragedia, ovviamente, segnò molto Giovanni Pascoli, all'epoca dell'omicidio appena dodicenne. A Ruggero è dedicata l'intera raccolta poetica "Myricae".

(Chiara Lazzati)