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Gita fuoriporta a Fortunago, tra i borghi più belli d'Italia

Questa settimana vi proponiamo una gita fuoriporta in uno dei borgi più belli d'Italia: Fortunago, nell'Oltrepò Pavese. 

Situato a sud di Pavia, nell’Oltrepò, sulle colline che dividono le valli del Coppa e dell’Ardivestra. Fortunago, oltre a far parte della Comunità Montana dell’Oltrepò Pavese, fa anche parte dell’Associazione ANCI “I borghi più belli d’Italia”.

In questo borgo arrocato troverete il vecchio maniscalco, il profumo del pane cotto nel forno a legna, la frutta che ha ancora il sapore di una volta, una sorgente di acqua minerale proprio dietro al ristorante dove si beve del buon vino: Fortunago è il rifugio ideale per ritrovare emozioni che si credevano perdute.

Per fuggire lo stress, ci sono anche i 400 ettari di bosco protetto, con percorsi segnalati e aree di sosta, all’interno di un più vasto territorio collinare con i suoi piccoli borghi, le antiche pievi, i castelli, i lunghi filari di vite, le strade dei vini e dei sapori dell’Oltrepò pavese.

DA VISITARE

Parco locale di interesse sovracomunale - Istituito recentemente il parco abbraccia il capoluogo e le frazioni. Il bosco è costituito da aceri, pioppi, betulle, castagni, ciliegi e molti altri alberi tipici dei boschi di latifoglia dell’alta collina. Ma vi si trovano anche molti fiori tra cui campanule, anemoni, bucaneve, mughetto. La fauna è composta da diverse specie di rapaci fino ungulati come daini e caprioli. Il paese di Fortunago è un esempio del vivere in armonia col territorio, nel rispetto dell’ambiente e nella valorizzazione del patrimonio storico.

Chiesa di San Giorgio - Si trova nel punto più alto del colle, occupato dal centro storico del paese. Le prime notizie relative alla chiesa risalgono al 1341, ma la chiesa che si può ammirare oggi è il risultato della ricostruzione avvenuta nel 1609. Della prima chiesa, più piccola, sono ancora visibili dei resti nel presbiterio e nella sacristia. L’interno a tre navate, presenta numerosi altari, tra cui l’altare di S. Carlo con una tela del 1626 e l’altare interamente in legno, realizzato nella seconda metà del XVII secolo, oggi dedicato al Sacro cuore di Gesù. La facciata in pietra è incorniciata da quattro lesene in mattone e sopra il portale, nella lunetta, v’è un affresco dell’Annunciazione su cui è possibile leggere ancora la scritta: “Ecclesia Parochialis S. Georgi Fortunaghi Anno Domini 1644”.

Oratorio di Sant’Antonio Abate - Viene costruito intorno alla metà del XVII secolo, ma subisce tre principali ricostruzioni che ne hanno alterato l’impianto originario. La navata è divisa in due campate con volte a botte, il presbiterio ha conservato l’originario dossale in stucco dell’altare maggiore dove si può ammirare la tela raffigurante “S. Antonio da Padova con il Bambino”. Nella parete sinistra v’è una cappella dedicata alla Vergine Addolorata.

Particolarità - Tutto il centro del borgo è stato riportato all’antico splendore caratterizzato dall’uso di materiali locali: pietra e cotto. Nella piazza principale da un’originale fontana sgorga non solo acqua naturale di fonte ma anche ‘acqua frizzante’ (ovviamente resa tale da un piccolo impianto nascosto alla vista che fornisce anidride carbonica).

(Valeria Arini)