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Roberto Brambilla celebra il Sacro Cuore di Cristo con un pezzo "divino"

Venerdì 8 giugno, alle ore 21, in occasione della celebrazione del Sacro Cuore, alla chiesa del Sacro Cuore situata nella piazzetta Padre G. Mora, si terrà un concerto di musica dedicata all'organo. Il concerto nasce per l'inaugurazione dell'organo restaurato della chiesa, un importante organo Mascioni, da qualche tempo in disuso a causa di un infiltrazione d'acqua.

Per l'occasione, il convento dei frati minori del Sacro Cuore ha commissionato un'opera per questo organo al compositore Roberto Brambilla

Compositore formatosi a Milano, con alle spalle molte masterclass internazionali, premi e riconoscimenti alla carriera, Roberto Brambilla è edito da diverse case editrici quali BAM, TEM e Warner/Chappell. I suoi lavori sono eseguiti in tutto il mondo e in diversi festival. La sua estetica evidenzia una ricerca sonora materica, avvalendosi anche dei mezzi elettronici, tale da evidenziare alcuni micromondi timbrici della "moment form".

Nell'intervista rilasciata all'Associazione per le Arti, il compositore si racconta e racconta le idee alla base di questo concerto, specificando anche come sia nata l'occasione:

Buongiorno Maestro, vuole dirci come è nata questa occasione?

«Buongiorno, ti chiedo di darci del tu, se possibile. Penso che la prima cosa da dire a proposito di questo pezzo sia legata proprio all'evento. Un organo è parte fondamentale di una chiesa. Ne parlerei come se fosse una parte di noi. La musica è fondamentale per la religione. Troppo spesso dimentichiamo che sia stata la voce di Dio, ovvero il suono della Sua voce, a creare l'universo e a dare la vita a ciò che siamo. La musica e i canti sono tra i fondamenti della comunicazione cristiana. E' stata quindi un occasione incredibile per me, scrivere (una composizione)  in occasione del restauro di uno strumento utile allo spirito umano. Inoltre l'occasione è davvero importante per me perche ho ricevuto una commissione bustocca... sono residente di questa città da 15 anni ed è stato quindi un grande piacere poter condividere qualcosa con Busto Arsizio. Questo pezzo sarà eseguito in occasione del giorno del Sacro cuore di Gesù, per un organo al servizio del culto del Sacro Cuore, nella chiesa dei frati devoti al Sacro Cuore. Direi una coincidenza di eventi meravigliosa!».

Il pezzo infatti è intitolato a proposito.

«Esatto! Il titolo di questo pezzo è "Haurietis Aquas", ovvero ha lo stesso titolo dell'enciclica scritta da Papa Pio XXXIII, il 15 maggio 1956, dedicata alla devozione al Sacro Cuore di Gesù. Per scrivere questo pezzo, che sarà eseguito in prima assoluta, mi sono servito proprio dei fondamenti richiesti da Papa Pio XXIII, ovvero le prefigurazioni del Culto al Sacro Cuore di Gesù, la legittimità del culto secondo il Nuovo Testamento, la tradizione, la partecipazione e il progressivo sviluppo. Ho cercato quindi una strada di profonda devozione durante la scrittura degli appunti. Il pezzo infine è stato dedicato ai frati minori del Convento del Sacro Cuore».

Quali sono le caratteristiche del tuo lavoro?

«In generale il mio lavoro consiste nello scrivere musica, non nell'eseguirla, che è un campo artistico molto diverso. E' molto vicino più al lavoro dell'architetto per intenderci, ma a mio parere vi è una caratteristica che lo contraddistingue ovvero si possono ritrovare alcune delle caratteristiche dei lavori d'artigianato. Il mio lavoro consiste nell'immaginare un suono e trasformarlo. E' come se fossi uno scultore e dovessi dapprima scegliere il masso in cui scolpire l'immagine che ho in mente. Per questo sarà necessario dapprima trovare la pietra grezza giusta e poi organizzare la modalità per dargli forma.

E' un lavoro di dialogo con se stessi, dove la propria idea deve comunicare con il proprio lavoro e il lavoro deve rispondere alla tua idea.  Si dice che se non c'è comunicazione non c'è arte, ma questo deve partire prima di tutto da chi opera l'arte. Nel mio caso io amo molto trovare dapprima un suono che in qualche modo mi sorprenda, per poi organizzarlo all'interno del pezzo, con le caratteristiche che ho scelto per quel pezzo.

Ad esempio può essere il suono con il quale inizia il brano e quindi dovrò trovare la strada per svilupparlo oppure al contrario è il suono a cui arriverò dopo un certo percorso. Per fare questo non ho limiti. Utilizzo qualunque oggetto produca un suono e lo metto al servizio del suono che cerco, ad esempio utilizzando questo oggetto in un altro strumento musicale. In un mio pezzo per voce femminile e pianoforte chiamato Memoriam VII, il pianoforte viene suonato con un guanto al quale è cucito su un dito un bottone e sul palmo una striscia di materiale gommoso che occorrerà al pianista per ottenere determinati suoni sul proprio strumento».

Si tratta del pezzo che ti hanno suonato un mese fa negli Stati Uniti?

«Esatto! Sono stato compositore ospite presso l'Università della Florida del Sud, per il New Music Festival e Symposium. Queste sono esperienze straordinarie, di ricerca e di confronto professionale e umano».

E quali sono le caratteristiche di questo pezzo per organo?

«Questo brano dura circa 10 minuti, è un pezzo con una struttura "ad arco", in questo caso raggiunge un climax per poi spegnersi, ma ha un finale "a sorpresa". E' costruito totalmente sul rapporto aureo e rispetta la storia musicale di questo strumento. Scrivere per organo non lascia indifferenti a causa del peso storico di questo strumento. E' come quando si scrive per violino o per pianoforte... è necessario uno studio introspettivo sulla natura di questi strumenti e sul loro valore storico.

In questo lavoro ho cercato di mettere in scena il culto del Sacro Cuore attraverso due oggetti musicali, due attori che rappresentano distintamente, uno il Cuore Divino di Cristo e l'altro il Suo cuore umano. La parte divina è qualcosa al limite dell'udibilità ma dovrà "far tremare il pubblico", grazie alle sue vibrazioni ed alla sua presenza impalpabile. La caratteristica principale è che in tutto il pezzo è in scena la ricerca del contatto tra la parte umana e la parte Divina. Lascio a voi scoprirne il finale».

Puoi dirci qualcosa a proposito del programma?

«E' un programma favoloso. Si parte dalla 550 di Bach (Preludio e fuga in Sol maggiore, BWV 550), si attraversa un mondo sonoro di Buxtehude per poi passare a Mozart e quindi a Franz Liszt ... è un percorso che attraversa lo storia della musica, dal periodo barocco al periodo contemporaneo. Raffaele Murgia sarà l'organista esecutore. E' un musicista davvero interessante, attento e preciso. Avrete modo di ascoltarlo all'organo l'8 giugno».

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