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Alto Milanese, l'industria rallenta: «La grande sfida è il digitale»

Presentata da Confindustria Alto Milanese l'analisi congiunturale del IV semestre 2019 delle industrie del territorio che - ha spiegato il presidente di Ali, Diego Rossetti - stanno attraversando un rallentamento generale. A soffrire maggiormente è il settore meccanico, sul traino della crisi dell'automotive in Germania, mentre il tesssile-calzaturiero resiste, soprattutto per chi è riuscito a cogliere l'enorme sfida del digitale,  anche nella comunicazione, ed è in progresso il plastico-chimico.  

Di seguito l'analisi nel dettaglio


      I flussi di nuovi ordinativi hanno seguito il trend dell’anno con le commesse di matrice interna ancora in discesa e quelle estere che hanno mostrato una certa tenuta.

Per quanto riguarda il fatturato, il 34% delle aziende ha chiuso il 2019 con una crescita dei ricavi rispetto all’anno prima, mentre il 37% ha riportato una contrazione. Le prospettive per il 2020 si mostrano prudenti: solo il 29% (a fine 2018 era il 51%) prevede infatti un fatturato in crescita, il 56% si attende livelli di vendita invariati e il 15% ipotizza una diminuzione.

L’instabilità dei mercati extra-UE, che aumenta i rischi mantenendo gli scambi mondiali deboli, va ancora a discapito del clima di fiducia e della dinamica degli ordinativi. Le imprese in generale sono molto caute. Lo dimostra il campione spaccato a metà tra chi ha programmato investimenti nel prossimo semestre e chi aspetta momenti più favorevoli nonostante l’ampia offerta di credito, i cui volumi a fine anno sono risultati in calo.

Fondamentalmente invariati i livelli occupazionali.

Meccanico. Quarto trimestre 2019 in calo con livelli di produzione, fatturato, ordini inferiori rispetto alla precedente rilevazione. Con riferimento all'anno appena trascorso, si evidenzia che il 47% delle aziende meccaniche, al di sopra della media del campione, ha registrato un aumento delle vendite. Le aspettative di fatturato per il 2020 sono positive solo per il 18% degli intervistati, mentre il 53% si aspetta un consolidamento dei livelli e il 29% una flessione.

Il 47% delle aziende del panel (era il 50% nella precedente indagine) ha dichiarato che intende investire nel prossimo semestre. Stazionari i livelli occupazionali.

Tessile-Abbigliamento e Calzaturiero. Per il comparto moda, il 2019 si è chiuso con produzione industriale sostanzialmente stabile e fatturato in leggera ripresa. In rialzo gli ordinativi sia interni sia esteri, grazie all’aumento, seppur contenuto, dei consumi.

Nel quarto trimestre è proseguito il rialzo dei costi delle materie prime che le aziende hanno assorbito con difficoltà con conseguente erosione di marginalità. Invariato per il 42% delle aziende il fatturato rispetto ai livelli del 2018.

Le aspettative per il 2020 sono di mantenere i livelli dell’anno appena trascorso. La propensione ad effettuare investimenti rimane contenuta rispetto al precedente trimestre.

Lavorazione Materie Plastiche e Chimico. Produzione e fatturato ancora in progresso. Le aziende del settore rilevano un aumento degli ordinativi esteri e un recupero di quelli nazionali. In discesa i costi delle materie prime.

Nel complesso le vendite registrate nell’anno sono risultate inferiori per oltre la metà delle imprese (58%) rispetto ai livelli del 2018. Tuttavia si mantengono discrete le aspettative di incremento del fatturato (sia con riferimento ai prossimi sei mesi sia all'intero 2020). In rialzo la percentuale di aziende che ha in previsione nuovi investimenti.

(Valeria Arini)