Patto dei sindaci, Cecchin: «Servono i "veri" numeri dell'emergenza»

«Nessuno, dal 1940 in poi, si è mai trovato in una situazione così difficile». Non sono settimane facili per il nostro territorio, che come tutta la Regione e più in generale tutto il Paese è chiamato ad affrontare un'emergenza sanitaria senza precedenti negli ultimi decenni. E non sono settimane facili neanche per chi il territorio è chiamato ad amministrarlo, con tutte le complicazioni del caso.

A partire dalla difficoltà di riuscire a dare alla corsa del virus sul territorio una dimensione numerica che fotografi realmente lo stato delle cose. «I numeri che abbiamo sono quelli ufficiali, ma dietro l'ufficialità, se chiediamo ad ogni medico di base ognuno avrà tra i suoi pazienti persone a casa in quarantena con sintomi molto simili a quello del virus - spiega Walter Cecchin, sindaco di San Giorgio su Legnano e presidente della Conferenza dei sindaci dell'Alto Milanese -. Di conseguenza, i numeri sono "falsati" e questo è uno dei problemi più grandi che dobbiamo affrontare: l'aggiornamento dei dati per i comuni è un fattore essenziale, perché proprio a partire da questi dati vanno attivati sul territorio una serie di servizi e controlli».

E anche per questa difficoltà passa l'appello principale dei sindaci, che rimane quello di restare a casa. «I cittadini, soprattutto nell'ultima settimana, hanno iniziato a comprendere in modo più efficace gli appelli ad evitare la socialità e a prendere mille precauzioni anche quando per necessità non la si può evitare. Oggi come oggi non abbiamo un vaccino e cure certe, l'unica possibilità è cercare di limitare il contatto: non sono solo parole ma un'esigenza reale».

Così come reale è la necessità di applicare nel modo più uniforme possibile sul territorio le disposizioni che arrivano dal Governo o dalla Regione. «Quando legiferano il Ministero o la Regione, legiferare ulteriormente crea ancora più confusione nei cittadini, e soprattutto non se ogni comune lo fa in autonomia diventa problematico per il cittadino comprendere come comportarsi. In questo momento è indispensabile la massima collaborazione tra comuni. Come sindaci dell'Alto Milanese ci confrontiamo quotidianamente sulle decisioni da prendere e affrontiamo insieme i nuovi DPCM in modo tale da uniformare la linea da seguire. Purtroppo ogni tanto qualcuno non vuole seguire le linee comuni e prende decisioni in autonomia: lo rispetto ma non lo condivido».

In tutto ciò, la crisi rischia di diventare sempre più economica oltre che sanitaria, ma questo aspetto «lo mettiamo per un attimo nel cassetto, anche se sappiamo che quel cassetto a breve si aprirà - conclude Cecchin -. Ci preme in questo momento iniziare ad avere risultati. La gente non deve aver paura: la nostra sanità è efficiente e sono certo che arriveremo a debellare questo virus, ma chiaramente ci vorrà tempo e noi in questo momento stiamo proprio prendendo tempo per trovare la "medicina" giusta per curare tutti».

(Leda Mocchetti)