"NoBody", tutto esaurito per il viaggio sulla prostituzione

C’è chi ha provato rabbia, chi angoscia, tristezza e anche impotenza. Intense le emozioni provate dai 130 legnanesi che, tra sabato 15 e domenica 16 febbraio, hanno partecipato a "NoBody" la performance teatrale incentrata sul tema della prostituzione e della tratta delle persone umane.  L'ottava tappa, di un tour iniziato a Bergamo e sostenuto della Fondazione Ticino Olona, è stata relaizzata al Centro Pertini di Mazzafame a Legnano.

  Impossibile non rimanere coinvolti nelle cinque scene che compongono l'installazione curata dalla Compagnia teatrale FavolaFolle, sotto la regia di Carlo Compare, con l'appoggio dell'associazione Lule. 

Scene forti quelle interpretate dalle cinque attrici: spaccati di una realtà cosÌ crudele che alcuni spettatori hanno voltato la testa per distogliere lo sguardo. Alla fine del percorso ogni persona ha portato a casa spunti di riflessione utili per capir meglio quale sia il dramma vissuto da quelle ombre che si trovano ai bordi delle strade. 

«Per questo spettacolo cercavamo di dare una risposta ad una domanda: la prostituzione è il mestiere più antico del modo o è la schiavitù più antica del mondo? - afferma Marzia Gotti, responsabile dei servizi di prossimità territoriale dell'associazione Lule - Per noi è una schiavitù. Incontrarla tutti i giorni, nella nostra quotidianità, significa essere testimoni dell'esistenza di persone. Con questo spettacolo "NoBody" si cerca di affermare che dietro a questi corpi ci sono storie di vita, identità e sogni spezzati dalla criminalità organizzata e da un mondo in cui si pensa che con il denaro si possa comprare tutto. Uscendo da questo luogo, si capisce che questa è la realtà che si nasconde dietro l'ombra che ogni giorno vediamo ai bordi delle strade». 

(Gea Somazzi)