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Nuova vita per la villa confiscata alla mafia: botta e risposta

Ha creato scompiglio a San Vittore Olona il "sogno" dell'assessore ai lavori pubblici Andrea Pessina di vedere concretizzato nella villa sequestrata alla mafia di via Mazzini (anche) un comando interforze delle forze dell'ordine. L'idea era stata anticipata a Settegiorni.

La lista di opposizione guidata da Paolo Salmoiraghi chiede chiarimenti, criticando la scelta di comunicazione a mezzo stampa («che ultimamente paiono essere l'unico veicolo di informazione ai cittadini e consiglieri di opposizione che l'amministrazione attuale vuole usare»). Salmoiraghi ricorda come per la villa ci si fosse indirizzati verso un «progetto iniziale, condiviso e sottoscritto con gli 11 Comuni del piano di zona e messo nero su bianco dall'azienda Consortile So.Le. di cui il nostro Comune è socio. La destinazione d'uso che il progetto prevedeva e che ha avuto il placet di 11 giunte, dedicava i servizi proposti a due categorie ben definite e bisognose sul territorio: giovani e anziani».

Salmoiraghi ripercorre come il progetto fosse stato scelto dopo una «ricognizione minuziosa e attenta dell'Azienda So.Le. rispetto ai bisogni specifici» del territorio del piano di zona. La lettera di intenti sottoscritta dal piano di zona era stata sottoscritta in primavera. «Conoscere oggi dai giornali che tutto il lavoro e i desideri di 11 Comuni che per definizione e volontà fanno rete per risolvere i disagi della gente verranno disattesi, ci rammarica molto e - continua la lista civica Salmoiraghi - ci crea il dubbio che questa amministrazione non abbia del tutto compreso qual è l'effettiva realtà del territorio».

Alle parole della lista risponde in modo molto netto l'assessore Pessina: «L'idea di un comando interforze, che è un'ipotesi, non preclude assolutamente il progetto sociale. Nel paese dove fu ucciso Carmelo Novella, boss di 'ndrangheta, credo che non sia per nulla assurdo pensare a un uso simile del luogo. La villetta di via Mazzini ha un seminterrato con un'intercapedine in doppio cemento armato con pareti spesse: uno spazio completamente insonorizzato, a prova di urla. E' inquietante. Va blindato. Questo luogo va messo in sicurezza. In 25 anni non ci ha pensato nessuno».

(Chiara Lazzati)