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Processo Fratus, le difese: "Quegli incarichi erano fiduciari"

È durato sette ore il controesame della difesa nell'udienza del processo "Piazza Pulita".  I legali, di Fratus, Cozzi e Lazzarini oggi, 2 dicembre, hanno ascoltato il maresciallo della Polizia Finanziaria della Guardia di Finanza di Milano, Michele Martino. 

     Secondo le difese quelle chiamate dagli inquirenti "gare" sarebbero avvisi di selezione fiduciari (chiamate anche procedure idoneative), che avrebbero lasciato, pertanto, la possibilità al sindaco di scegliere i candidati - nel caso del direttore generale di Amga e del direttivo organizzativo del Comune - a propria discrezione. In tal caso, secondo le difese, non ci sarebbe il reato di turbativa d'asta. 

Secondo il legale Enrico De Castiglione la sua assistita, Chiara Lazzarini, non avrebbe nemmeno influenzato la scelta del candidato per la nomina del direttore organizzativo: interrogato sulla questione, il maresciallo ha confermato che dalle intercettazioni non emergono contatti diretti tra Lazzarini e Barbarese (futuro direttore organizzativo) e neppure con il precedente, Enrico Peruzzi. Il legale ha inoltre sostenuto che Lazzarini poteva intervenire sulla linea politica del Comune come da statuto di Forza Italia. 

A tenere banco oggi, nell'aula del Tribunale di Busto Arsizio è stata soprattutto l'avvocato Maira Cacucci, legale dell'ex sindaco Fratus. Per quanto riguarda la turbativa elettorale secondo la difesa dell'ex sindaco non ci sarebbero le prove per stabilire che la nomina fiduciaria di Martina Guidi fosse frutto di uno scambio di voti. Le sole conversazioni telefoniche di Lazzarini con terzi, in cui attribuisce tale nomina a un pegno elettorale da parte dell'ex primo cittadino, non sarebbero sufficienti per dimostrare il reato. 

Un altro punto su cui hanno insistito gli avvocati della difesa è il dossier anonimo di Amga dal quale sono scaturite le indagini. Sia Cacucci che Cicorella (legale di Cozzi) hanno chiesto se fossero stati eseguiti accertamenti sui fatti denunciati come, ha citato la difesa, l'utilizzo dell'auto aziendale da parte dell'ex direttore di Amga, Lorenzo Fommei, mezzo che avrebbe riscattato in leasing per la moglie. E' stata messa in dubbio anche la stessa paternità del dossier anonimo di AMGA che il maresciallo ha attribuito a Sergio Ferretti, ex direttore tecnico di Amga. Interrogato, lo stesso maresciallo ha risposto che il dossier è stato inviato da Ferretti a Lazzarini via chat ma che non è stato verificato da chi fosse stato effettivamente scritto. 

La parola ora passerà ai teste che verranno sentiti il prossimo lunedì 9 dicembre. 

(Valeria Arini e Gea Somazzi)