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Pendolari contro l'eliminazione del ticket "solo treno": "Rincari ingiusti"

L’annuncio dell’eliminazione dei titoli di viaggio “solo treno” a partire da ottobre, quando sarà in vigore unicamente la nuova tariffa unica integrata, non è piaciuto ai pendolari, i cui rappresentanti hanno chiesto un incontro all'assessore regionale ai trasporti Claudia Terzi per parlare di questo e di altri problemi relativi al trasporto ferroviario nei mesi estivi. 

I pendolati non contestano l’integrazione tariffaria che  scrivono nella lettera indirizzata a Terzi «dovrebbe essere uno dei pilastri su cui costruire una mobilità intermodale e veramente sostenibile» ma «la modalità con la quale sono stati eliminati i biglietti e gli abbonamenti solo ferroviari, un autentico fulmine a ciel sereno per i viaggiatori che, utilizzando solo il treno per recarsi a Milano, subiscono così dei notevoli rincari (il mensile passa da 65 a 82 euro), soprattutto se si considera la qualità, del tutto insoddisfacente, dei servizi ferroviari». Qui i costi di biglietti e abbonamenti, prima e dopo. I pendolari non capiscono inoltre «la fretta con cui si è tolta la possibilità ai viaggiatori di utilizzare questo tipo di biglietto. I cittadini non possono rimetterci per colpa di quello che sembra il solito scaricabarile politico di responsabilità tra Comune di Milano e Regione Lombardia. Le decisioni frettolose, insieme alla mancanza di informazioni come la misura delle compensazioni per i viaggiatori solo treno, non aiutano a migliorare la fruibilità del servizio ai cittadini».

L'altro problema messo sotto i riflettori è quello degli indici di puntualità del mese di giugno. «Durante questo mese – scrivono i pendolari - a ben sei mesi dall’entrata in vigore dei provvedimenti, ben 25 linee su 37 non hanno raggiunto lo standard minimo dell’indice di affidabilità del servizio. Un segnale preoccupante che dovrebbe far riflettere sui temi della manutenzione del materiale ferroviario – il caldo non può essere una scusante, oltre che alla necessità di compiere una seria e lungimirante programmazione».

Gentile assessore Terzi, l’estate ormai è agli sgoccioli, le vacanze quasi concluse e la maggior parte dei cittadini e viaggiatori lombardi è tornata alla solita routine. Purtroppo, l’estate non ha magicamente risolto i problemi al trasporto ferroviario. Nonostante le quattro settimane di riduzione estiva – forse un po’ troppe visto che non siamo più nell’Italia degli anni 60/70 dove le fabbriche chiudevano interamente nel mese di agosto –, abbiamo avuto continui disservizi e disagi, imputabili sia a Trenord, sia a RFI. All’ultimo incontro con tutti i quadranti, ci erano stati sciorinati i dati positivi che la cura del taglio del servizio a dicembre 2018 aveva portato. Pur riconoscendo un lieve miglioramento – anche perché peggiorare era davvero difficile –, avevamo espresso la nostra preoccupazione sullo stato del servizio ferroviario di alcune linee, oltre ad aver chiesto lo sforzo di ripristinare i servizi tagliati. La “cura” del taglio del servizio, sebbene abbia portato ad alcuni risultati positivi per via della riduzione delle corse, non si è certo dimostrata una soluzione efficace sul lungo periodo, come testimoniano gli indici di puntualità del mese di giugno. Durante questo mese – a ben sei mesi dall’entrata in vigore dei provvedimenti –, ben 25 linee su 37 non hanno raggiunto lo standard minimo dell’indice di affidabilità del servizio. Un segnale preoccupante che dovrebbe far riflettere sui temi della manutenzione del materiale ferroviario – il caldo non può essere una scusante –, oltre che alla necessità di compiere una seria e lungimirante programmazione. Ma la notizia che più ha spiazzato i viaggiatori lombardi, e soprattutto quelli della provincia di Milano e di Monza-Brianza, è stato l’annuncio dell’eliminazione dei titoli di viaggio “solo treno” a partire da ottobre. L’argomento è complesso e lungi da noi non voler favorire un’integrazione tariffaria che dovrebbe essere uno dei pilastri su cui costruire una mobilità intermodale e veramente sostenibile. I rappresentanti dei viaggiatori sono stati, sono e saranno sempre favorevoli a questo obiettivo programmatico. Tuttavia ha suscitato in noi (e nei viaggiatori) grande perplessità la modalità con la quale sono stati eliminati i biglietti e gli abbonamenti solo ferroviari, un autentico fulmine a ciel sereno per i viaggiatori che, utilizzando solo il treno per recarsi a Milano, subiscono così dei notevoli rincari, soprattutto se si considera la qualità, del tutto insoddisfacente, dei servizi ferroviari. Non capiamo la fretta con cui si è tolta la possibilità ai viaggiatori di utilizzare questo tipo di biglietto, quando la legge regionale prevede un arco di tempo di cinque anni per armonizzare tutto il sistema e la transizione definitiva verso il sistema a tariffazione integrata. I cittadini non possono rimetterci per colpa di quello che sembra il solito scaricabarile politico di responsabilità tra Comune di Milano e Regione Lombardia. Le decisioni frettolose, insieme alla mancanza di informazioni come la misura delle compensazioni per i viaggiatori solo treno, non aiutano a migliorare la fruibilità del servizio ai cittadini. Per discutere di questi problemi, Le chiediamo urgentemente un incontro con i rappresentanti regionali. Ci rivolgiamo a Lei Assessore perché riconosciamo a Regione Lombardia il ruolo di programmatore e di ente regolatore del servizio ferroviario e come istituzione che ha il compito di rispondere alle esigenze dei cittadini.

I rappresentanti dei viaggiatori lombardi alla Conferenza Regionale del Trasporto Pubblico Locale Milano, 3 settembre 2019