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Si presentano come "Bonnie e Clyde" e rapinano una 79enne

«Ubbidisci o ti ammazziamo». Così una coppia di rapinatori ha derubato e aggredito una donna di 79 anni anni. La violenta rapina in villa è stata messa a segno nella serata del 7 maggio scorso a Jerago con Ornago. I due delinquenti presentatesi come "Bonnie e Clyde" sono una brasiliana di 32 anni e un marocchino di 33 anni già colpito da decreto di espulsione. La coppia fermata dai carabinieri della Compagnia di Gallarate è finita in carcere: lui a Busto, lei a Como.

  Entambi sono ritenuti responsabili, a vario titolo, di rapina aggravata, estorsione ed indebito utilizzo di carte di credito. I militari hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Tribunale di Busto Arsizio, alle prime luci dell’alba di oggi, mercoledì 3 luglio. L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Busto Arsizio è stata avviata a seguito della rapina di Jerago con Orago. 

LA RAPINA - La 32enne, che era stata ex inquilina in una casa di proprietà dell’anziana signora, con la scusa di dover pagare delle quote di affitto arretrate, è riuscita ad introdursi assieme al suo fidanzato all’interno dell’abitazione dove la malcapitata viveva da sola. Appena entrati in casa l’uomo però l’ha aggredita e spintonata violentemente e le ha ordinato, con gravi e reiterate minacce, di dare tutto l’oro ed il contante che possedeva. La signora, fortemente impaurita, ha quindi consegnato ai rapinatori il suo bancomat, fornendo anche il relativo codice PIN, ed 800 euro in contanti. 

Mentre l’uomo la sorvegliava e imbavagliava per evitare che gridasse, la compagna si è recata allo sportello bancomat più vicino per prelevare tutto il contante disponibile sulla carta di debito e, una volta rientrata, è fuggita insieme al fidanzato a bordo di un’auto minacciando nuovamente la vittima di non avvisare per alcun motivo le forze dell’ordine di quanto avvenuto e portandole via anche il telefono cellulare.

LA DENUNCIA - La 79enne però, al termine dell'evento, ha contattato subito il 112 raccontando tutto ai militari della Stazione di Albizzate immediatamente intervenuti sul posto per raccogliere le sue prime dichiarazioni e per soccorrerla in quanto versava in gravi condizioni psico-fisiche a causa del trauma appena subito. Qualche giorno dopo, mentre lavorava in ufficio nella ditta di famiglia, la vittima è stata però nuovamente ricontattata dai suoi aguzzini che, con tono minatorio, hanno provato, per fortuna senza positivo esito, ad estorcerle altro denaro.

Le indagini hanno permesso di ricostruire nei minimi dettagli la triste vicenda. Con l’esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare sono da stamattina in corso ulteriori perquisizioni veicolari e domiciliari al fine di ricercare ulteriori fonti di prova nei confronti degli arrestati.